Mercoledì 15 aprile 2026, ore 22:05

Economia 

Bankitalia: con la guerra le imprese più pessimiste sull’ economia 

La guerra rende le imprese italiane più pessimiste sul futuro dell'economia. Dall'indagine condotta dalla Banca d'Italia nei giorni scorsi, a cavallo dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico, emerge "un marcato deterioramento delle valutazioni delle imprese sull'evoluzione del quadro macroeconomico". Rispetto alla precedente rilevazione, i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori, così come le prospettive sulle proprie condizioni operative. Queste ultime risentono in particolare dell'incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell'incertezza economica e politica. In particolare, la domanda totale, si legge nell'indagine "si è indebolita in tutti i comparti; l'industria in senso stretto ha registrato un peggioramento anche nella componente estera. Per i prossimi tre mesi le attese delle imprese sulle vendite complessive rimangono positive, a fronte tuttavia di un calo delle prospettive sull'export. Anche le condizioni per investire segnalano un marcato peggioramento, accentuato dallo scoppio della guerra".

Tuttavia, i piani di investimento per il 2026 sono sostanzialmente invariati rispetto a quanto prefigurato nella precedente rilevazione, salvo una moderata flessione nell'industria in senso stretto. Infine, secondo il questionario diffuso fra le aziende, "l'adozione dell'intelligenza artificiale (Ia) nelle imprese italiane all'inizio del 2026 è ancora moderata, con un impiego più diffuso nelle grandi aziende e nei servizi. Le principali barriere all'adozione o a un utilizzo più estensivo di questa tecnologia deriverebbero dalla mancanza di competenze adeguate e dalla percezione di scarsa applicabilità dell'Ia all'attività specifica della propria impresa".

In ogni caso, le imprese italiane prevedono una riduzione dei propri margini nei prossimi dodici mesi derivante dal rialzo dei costi alla produzione e da un aumento solo moderato dei listini. È quanto si ricava sempre dall'indagine della Banca d'Italia secondo cui prezzi praticati negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo sostanzialmente analogo rispetto alla precedente rilevazione; nei prossimi 12 mesi i listini aumenterebbero in misura moderata, nonostante le attese di maggiori costi di produzione, prefigurando una riduzione dei margini. Le aspettative sull'inflazione al consumo continuano ad attestarsi al di sotto del 2 per cento su tutti gli orizzonti temporali. Un dato interessante: prosegue, anche a gennaio, la crescita della spesa dei turisti stranieri in Italia dopo un 2025 positivo. Secondo le tabelle della Banca d'Italia è risultata pari a 3,01 miliardi di euro contro i 2,9 dello stesso mese del 2025 (+3,8%) a fronte dei 2,6 miliardi (+1,2%) spesi dai viaggiatori italiani oltre confine con un saldo positivo quindi di 399 milioni. Per il 2025 l' avanzo della bilancia turistica è stato marginalmente rivisto al ribasso rispetto ai dati diffusi nei giorni scorsi, risultando pari a 22,7 miliardi (1,0 per cento del Pil) nel complesso dell'anno.

Nel frattempo, il governo ha allo studio incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche. "Vogliamo facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato", ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio inviato al convegno sul settore automotive organizzato, nella sede dell'Automobile Club di Milano, da Federauto, l'associazione che rappresenta 1.100 concessionarie di auto, veicoli commerciali leggeri, pesanti e autobus. Urso ha spiegato che lo scorso anno le immatricolazioni sono calate per auto e veicoli commerciali, registrando per la filiera produttiva italiana una contrazione significativa. "Tuttavia l'andamento ancora crescente delle compravendite dell'usato - osserva - denota come in realtà il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l'offerta non incontra il reale potere d'acquisto delle famiglie". Urso ha ricordato che il governo italiano ha dato una scossa all'Ue, mettendo in discussione le folli idee del Green Deal.

Rodolfo Ricci

( 14 aprile 2026 )

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