Martedì 3 novembre 2026, ore 18:58

Economia 

Bce: caro-alimentari da shock energetico non forte come nel 2022 

L'ultima ondata energetica, legata alla guerra in Medio Oriente, non sta innescando nei supermercati dell'eurozona una nuova ondata di rincari alimentari paragonabile a quella del 2022. È la conclusione degli economisti della Bce, che grazie a un dataset di prezzi online raccolti ogni giorno con strumenti di intelligenza artificiale rilevano un rialzo più debole e soprattutto meno persistente di quello seguito all'invasione russa dell'Ucraina. "Nei supermercati - si legge - finora non vediamo molte prove di un cambiamento persistente nella frequenza con cui gli alimentari vengono aggiornati, a differenza del 2022".

Il cibo pesa circa il 20% del paniere d'inflazione dell'eurozona - e ancora di più per le famiglie a basso reddito - per cui i rincari alimentari condizionano le percezioni e le aspettative di inflazione. Quando arriva uno shock energetico, i generi alimentari sono tra i primi a salire. Per capire in tempo reale se lo shock produce rincari ampi e duraturi, la Bce ha costruito il Daily Price Dataset, sviluppato dalla rete Prisma con la Bri e la Bundesbank: raccoglie quotidianamente i prezzi online dei supermercati e usa un classificatore Ai per mapparli sulle categorie del paniere Hicp, escludendo le promozioni. I numeri - si legge in un articolo sul blog della Bce - dicono che a marzo 2026, poco dopo lo shock dovuto alla guerra di Usa e Israele all'Iran, la frequenza dei rincari è aumentata, ma in misura molto inferiore al 2022; poi si è stabilizzata invece di allargarsi mese dopo mese.

Anche l'entità media dei singoli aumenti è cambiata poco. Nel 2022, le categorie con almeno il 10% di prezzi cresciuti al mese si erano estese per mesi, segno di un riassetto ampio e persistente. Nel 2026 la distribuzione dei rincari resta compressa, con massimi sensibilmente più bassi. Per ora, dunque, nessuna prova di un cambiamento persistente nei comportamenti dei supermercati: l'onda del 2022 non si sta ripetendo.

E’ facile vedere in questi test un cambiamento rispetto a quello che l’Eurotower aveva manifestato pochi mesi fa. Pane, pasta, dolci, come pure carne e anche formaggio e mozzarella. Avviso alle famiglie: il carrello della spesa sta per diventare ancora più caro. È l’avvertimento che arrivava dalla Banca centrale europea, ormai da tempo attenta alla questione dell’inflazione alimentare. L’ultima analisi dedicata all’argomento evidenziava, infatti, che sulla scia della guerra in Iran i dati sull’inflazione mostrano che "il ritmo di crescita dei prezzi dei generi alimentari ha subito un notevole rallentamento, sebbene, nel complesso, il livello dei prezzi sia comunque aumentato".C’è poco da stare allegri, però. Secondo gli esperti della Bce, veniva riferito, diversi indicatori a monte suggeriscono che le pressioni lungo la filiera sull’inflazione alimentare stiano tornando a crescere. Nello specifico, "un duplice shock, derivante dai costi dell’energia e da condizioni meteorologiche estreme, potrebbe riaccendere le tensioni sui prezzi dei prodotti alimentari".

Per quanto riguarda il primo shock, i maggiori costi energetici hanno un impatto indiretto significativo sulla produzione alimentare", rilevava l’Eurotower. Gli aumenti dei listini, viene sottolineato, si diffondono gradualmente attraverso le catene di approvvigionamento, influenzando i costi di trasporto, fertilizzanti, imballaggi e lavorazione. Oggi conclusioni diverse. Dopo uno shock energetico bisogna capire se l’aumento dei costi stia innescando ritocchi dei prezzi ampi e persistenti e dinamiche inflazionistiche non lineari. Per farlo non basta sapere se l’inflazione è salita: bisogna capire attraverso quali canali.

L’inflazione può aumentare perché i prezzi vengono rivisti più spesso, perché i singoli aumenti sono più forti, perché i rincari sono generalizzati o perché pochi prodotti registrano impennate. Secondo gli autori, il Dpd fornisce un’indicazione precoce su quale di questi meccanismi stia agendo. Nel 2026, a differenza del 2022, il meccanismo della revisione frequente dei listini non sembra essersi attivato in modo duraturo. Dunque. gli effetti di uno shock energetico dipendono sia dalla sua composizione sia dalle condizioni economiche del momento in cui avviene.

Rodolfo Ricci

( 3 novembre 2026 )

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