La crisi in Medio Oriente alza il rischio di vedere il petrolioa 90-100 dollari, nel caso in cui il conflitto con l'Iran durasse più di un mese. "Un petrolio su questi livelli rappresenta il principale problema macroeconomico. Se si arrivasse davvero a 90 o 100 dollari, con alcune proiezioni che parlano addirittura di 120 o 130 dollari, l'impatto su economia e inflazione sarebbe significativo, con inevitabili conseguenze sulle scelte delle banche centrali", è la sintesi di Filippo Diodovich, senior market Strategist di IG Italia. "Nel breve termine, ci aspettiamo che i prezzi del petrolio continuino a salire insieme all'oro e che il dollaro statunitense rimanga piuttosto forte".
A seconda della durata del conflitto militare, questo potrebbe esercitare una certa pressione al rialzo sull'inflazione negli Stati Uniti, spiega. Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group. Quanto al mercato del petrolio, i prezzi in Asia sono aumentati di oltre il 6%, con il Brent quasi a 78 dollari al barile, dopo essere schizzato inizialmente fino al 13% oltre gli 82 dollari. Al momento l'attività a Hormuz ha già subito un rallentamento fin quasi a bloccarsi dopo che le compagnie assicurative hanno avvertito che avrebbero annullato le polizze e aumentato i premi. I consulenti per la sicurezza marittima hanno dichiarato di aver consigliato ai clienti di evitare lo Stretto per almeno le prossime 24 ore, data l'incertezza nella regione..
"Per ora è un po' una strategia attendista", ha commentato Jakob Larsen, responsabile della sicurezza marittima di Bimco, la più grande associazione internazionale di spedizioni al mondo. "Non ci sono precedenti recenti per questa situazione, quindi è difficile valutare l'andamento dei prezzi", hanno scritto gli analisti di Energy Aspects, mentre diversi trader, come riferisce sul FT l'opinionista John Kemp, sembrano aver scommesso solo su una modesta probabilità di gravi sconvolgimenti del mercato petrolifero, anche in considerazione del fatto che durante la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran nel giugno 2025, i prezzi del Brent salirono brevemente sopra gli 80 dollari, prima di tornare ai livelli prebellici nel giro di due settimane. Ma in quel caso si trattò di un conflitto estremamente breve, con obiettivi limitati. La guerra attuale è molto diversa e si è già intensificata, dopo l'uccisione di Ali Khamenei. Tutto questo porta ad un deciso rialzo dei prezzi dei carburanti, con nuovi aumenti sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio è al livello più alto dal 28 febbraio 2025.
E' quanto emerge dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana che precisa tuttavia che "è solo l'inizio": gli aumenti non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere di questa mattina dopo l'attacco all'Iran, quindi "gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani". In particolare, il diesel self service è a 1,728 euro/litro (+8 millesimi) e il diesel servito a 1,865 euro/litro (+7). La crisi in Medio Oriente crea scompiglio anche sui mercati azionari. In Europa, a farne le spese sono principalmente il lusso, le compagnie aeree e il turismo. Il balzo del prezzo di petrolio e gas, dopo la chiusura dello stretto di Holmuz, spinge l'energia e le utility. Nel comparto del lusso (-3,9%) sono pesanti Richemont (-6%), Swatch (-4,9%), Kering (-3,7%) e Lvmh (-3,5%). Vendite anche per il settore del turismo (-2,9%) e le compagnie aeree (-3,7%). In particolare Lufthansa lascia sul terreno il 6%, easyJet il 3,4% e Ryanair il 2,3%. In netto rialzo il settore dell'energia (+3,2%) e quello della difesa (+0,6%). Tra i singoli titoli si mettono in mostra Bae (+6%), Leonardo (+4%), Rheinmetall (+2,2%) e Saab (+1,1%).
Allarme infine anche per i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti: la guerra in Medio Oriente ha bloccato infatti il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il transito di numerose materie prime, con una conseguente crisi della logistica e un aumento dei costi a livello globale che rischia di essere trasferito sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati.
Rodolfo Ricci
