Giovedì 12 febbraio 2026, ore 21:44

Cdm 

Ddl immigrazione, scontro politico dopo il via libera 

Blocco navale, rafforzamento della cooperazione con Frontex per il controllo dei confini marittimi e terrestri, ritorno del ”modello Albania”, stretta sui requisiti per la protezione complementare e per i ricongiungimenti familiari, espulsioni anche per chi partecipa a rivolte nei Cpr. Sono alcune delle norme introdotte nel disegno di legge sull'immigrazione che mercoledì sera ha incassato il via libera del Consiglio dei ministri. ”Mantenuto l’impegno con i cittadini, le misure sono compatibili con le regole Ue”, sottolinea la premier Meloni. Dura critiche da parte delle opposizioni, in particolare per la possibile limitazione dei poteri ispettivi dei parlamentari nei Cpr. Tra i provvedimenti centrali il cosiddetto blocco navale, vale a dire ”l'interdizione temporanea dell'attraversamento del limite delle acque territoriali”, per 30 giorni prorogabili non oltre sei mesi nei casi di ”rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini”, ed ”emergenze sanitarie di rilevanza internazionale”. I migranti a bordo delle imbarcazioni ”possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l'Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l'assistenza, l'accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, dove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell'asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza”. Nel caso di violazione dell'interdizione si applica una sanzione da 10.000 a 50.000 euro. La ”responsabilità solidale”" si estende ”all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave”. Se c'è una reiterazione scatta la confisca della nave si procede immediatamente a ”sequestro cautelare”. Sui ricongiungimenti familiari la delega al Governo ”specifica i criteri per l'identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l'abuso dello strumento e di garantire che l'accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d'origine”. Per evitare l'uso strumentale delle norme sui legami familiari, il ddl introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali. Diventano più stringenti anche le condizioni per ottenere la protezione complementare (cioè il permesso di soggiorno rilasciato a stranieri che non ottengono l'asilo politico), è escluso il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente. Sono quattro i criteri cumulativi necessari: avere un periodo di soggiorno regolare di almeno cinque anni, una conoscenza certificata della lingua italiana, la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari ed una disponibilità finanziaria analoga a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari. Si ampliano infine i casi in cui il giudice, con sentenza di condanna per gravi reati, può disporre l'espulsione dello straniero o l'allontanamento del cittadino appartenente ad uno Stato membro Ue. Tra i motivi per i quali il magistrato potrà espellere lo straniero, ci sono anche la violenza o minaccia a pubblico ufficiale, i reati contro la famiglia e la partecipazione a rivolte nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Quella di mercoledì è stata una giornata caratterizzata politicamente anche dal sì al Dl Ucraina. Il provvedimento proroga fino al 31 dicembre 2026 l'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici. Prima dell’ok definitivo c’è stato il voto di fiducia al Governo, con i voti anche dei tre deputati che hanno aderito a Futuro Nazionale di Vannacci. Che, in questo modo, non rompe con la maggioranza, ma si lascia mani libere, votando infatti poi contro il decreto. A favore invece Pd, Iv, Azione e Più Europa, mentre M5s e Avs hanno detto no.
Giampiero Guadagni

( 12 febbraio 2026 )

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