Mercoledì 11 febbraio 2026, ore 23:29

Strasburgo 

Eurocamera sostiene l'euro digitale, essenziale per la sovranità Ue 

Via libera della plenaria dell'Europarlamento a due emendamenti chiave sull'euro digitale, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Bce. I testi, a prima firma dell'eurodeputato del M5S Pasquale Tridico, rafforzano il sostegno politico al progetto, indicato come strumento "essenziale per la sovranità europea" nei pagamenti in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di forte dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi. L'Aula sostiene inoltre la creazione di un euro digitale che offra parità d'accesso ai servizi di pagamento, mettendo in guardia dal rischio di nuove forme di esclusione per cittadini ed esercenti se la digitalizzazione fosse affidata solo ad attori privati. Entrambi gli emendamenti sono stati approvati a larga maggioranza. Quello che rafforza il sostegno politico al progetto ha ottenuto 438 voti favorevoli, 158 contrari e 44 astensioni.

L'emendamento sulla parità di accesso ai servizi di pagamento è passato con 420 voti a favore, 158 contrari e 64 astensioni. Il Parlamento europeo è andato così alla conta sull'euro digitale. Nessun voto legislativo, in realtà. Ma dopo mesi di melina e sospetti di ostruzionismo, è arrivato il momento della verità in plenaria, per capire se ci sia davvero la volontà politica di portare avanti il dossier. In precedenza dalla presidente della Bce Christine Lagarde è arrivato proprio un appello accorato all'Eurocamera: "Vi imploro di andare avanti con la proposta". Senza la nuova moneta digitale l'Europa dipenderà da infrastrutture offerte da fornitori non europei.i Questa "non è indipendenza, non è sovranità europea", ha detto ricordando che gli eurodeputati detengono le chiavi sulla rapidità con cui il progetto potrà essere realizzato.

L'euro digitale è "un elemento importante della nostra sovranità, della nostra indipendenza e della capacità di attuare la politica monetaria". Simile appello è arrivato anche dal commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis: alla luce dei recenti sviluppi geopolitici, il progetto di euro digitale "è più importante che mai". Tornando alla 'conta' a Strasburgo, l'idea è stata quella di inserire nella risoluzione in plenaria sulla relazione annuale della Bce due emendamenti sull'euro digitale che in teoria hanno stanato le varie posizioni. Firmati trasversalmente da decine e decine di eurodeputati Socialisti e democratici, Renew, Verdi, Sinistra, ma anche da una parte dei popolari, i due 'emendamenti simbolo, primo firmatario il relatore ombra dell'euro digitale Pasquale Tridico (M5s), affermano che l'accesso ai pagamenti sia essenziale alla partecipazione economica e che affidare la digitalizzazione solo ad attori privati e non europei rischia di creare nuove esclusioni.

Il secondo emendamento in particolare accoglie l'euro digitale e lo definisce strumento di sovranità monetaria europea, complemento al contante e ai servizi privati. Il relatore del regolamento Fernando Navarrete (spagnolo del Ppe), dopo essersi fatto attendere per mesi, a novembre ha presentato una bozza che non respinge l'euro digitale ma ne cambia totalmente l'impostazione chiedendo di verificare prima se il mercato possa creare una rete europea privata dei pagamenti e solo in caso contrario procedere alla valuta della banca centrale. Una linea interpretata da molti eurodeputati come una frenata politica più che tecnica. La partita sul dossier è diventata anche interna ai diversi schieramenti. A parte quanti sono dichiaratamente anti euro, tra i gruppi si registrano sensibilità diverse e trasversali, ad esempio con posizioni nazionali: la delegazione italiana è ad esempio in genere compatta a favore dell'adozione dell'euro digitale.

Più complessa la situazione del Ppe, che oltre al ruolo di Navarrete relatore, vede anche quattro firmatari degli 'emendamenti simbolo' pro euro digitale. Il voto di Strasburgo è servito dunque soprattutto a capire la dimensione reale di questa linea di frattura. Sul regolamento, intanto, si sono accumulati oltre 1.500 emendamenti - circa 1.250 di merito - un numero insolitamente elevato per un testo finanziario e indice di una forte polarizzazione politica. I gruppi più critici chiedevano rinvii citando rischi per stabilità finanziaria e privacy.

Rodolfo Ricci

( 10 febbraio 2026 )

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