Commenta la segretaria generale della Cisl Fumarola: ”È una scia di sangue della quale noi ci occupiamo sempre, non abbiamo mai abbassato la guardia. Continuiamo a dire che c'è bisogno di tanta formazione. C'è bisogno di formazione nei luoghi di lavoro, ai lavoratori, ma anche alle imprese. C'è bisogno di formazione nelle scuole, perché è lì che si formano le nuove generazioni di lavoratori e di eventuali possibili imprenditori, se vorranno”. Fumarola ribadisce i passi per migliorare la sicurezza sul lavoro: ”C'è bisogno di incrociare banche dati, di più ispezioni, di più protagonismo dei rappresentanti alla sicurezza. È necessaria una strategia nazionale che non deve assolutamente tralasciare nessun dettaglio e deve vederci uniti in un investimento che non è assolutamente un costo, ma è un investimento nella vita, nella qualità del lavoro, nella qualità dell'impresa”.
E sul fronte sicurezza irrompe anche il Generale Estate. Sono almeno 15 le città italiane con il bollino arancione, che indica temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono comportare effetti negativi sulla salute della popolazione. ”Di fronte a questa prima ondata di caldo dell'anno è prioritario mettere in sicurezza i lavoratori più esposti, come quelli edili”, sottolinea il segretario generale della Filca-Cisl nazionale De Luca, che aggiunge: ”Ogni anno i cantieri ma anche nelle cave si verificano numerosi casi di malori legati allo stress termico, con un aumento degli incidenti. Giova ricordare che l'Inps dà la possibilità di bloccare i lavori nei cantieri e ricorrere alla Cassa integrazione o in presenza di una ordinanza territoriale o quando la temperatura percepita, anche in considerazione dell'attività svolta, mette a rischio la salute dei lavoratori. Molte Regioni provvedono a emettere in modo tempestivo ordinanze per lo stop ai lavori nelle ore più calde, come ha fatto il Lazio”. Il leader della Filca ribadisce che ”il mutamento climatico non è più una condizione emergenziale o saltuaria ma è un fenomeno strutturale”; e per questo ”il tema non va affrontato solamente con risposte alle singole emergenze che il mutamento comporta, ma è necessario un approccio trasversale che parta dal tema centrale: la salute e la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini, delle persone. Ci vuole un affondo normativo che incida su tutti quei campi dell'attività e della pianificazione del lavoro e che affronti questo cambiamento per quello che è: la nuova realtà climatica e, di conseguenza, il mutamento dell'ambiente di lavoro”.
Giampiero Guadagni
