Martedì 3 febbraio 2026, ore 0:46

Report Ismea 

L’ agroalimentare italiano vale il 15% del Pil, è leader in Europa 

La solidità dei fondamentali del settore agricolo e dell'industria di trasformazione, conferma l'agroalimentare come uno dei pilastri del sistema economico nazionale, con un peso sul Pil nazionale che arriva al 15% considerata l'intera filiera, dal campo alla tavola. È il quadro che emerge dal Rapporto Agroalimentare Ismea 2025, presentato a Roma. Un settore resiliente ai numerosi shock che si sono susseguiti nel decennio, che vanta sette primati in Europa e nel mondo. È il primo Paese in Ue per valore aggiunto agricolo con 44,4 miliardi di euro e terzo per quello dell'industria alimentare, dietro Germania e Francia, con 38 miliardi di euro (+3,5% a prezzi correnti, +3,2% a prezzi costanti). Il reddito agricolo ha una crescita tra le più alte in Europa: +9,2% nel 2024, che si aggiunge al +11,7% del 2023, contro una media Ue che ha registrato rispettivamente un +0,7% nel 2024 e un -6,2% nel 2023.

L'Italia ha la leadership mondiale per prodotti Dop e Igp, con circa 900 registrazioni. In aumento anche l'occupazione agricola, con circa 1 milione di addetti nel 2024, +0,7% sul 2023; nel decennio ha registrato +2,9% a fronte del -17% europeo. Gli investimenti privati agricoli sono ai massimi, toccando 10,6 miliardi di euro nel 2024, mentre la produttività agricola è la più alta della media Ue, con 46.300 euro di valore aggiunto per addetto. A questi traguardi si affiancano le performance dell'export agroalimentare con un valore prossimo ai 70 miliardi di euro nel 2024 e un saldo della bilancia commerciale passato da un deficit di 6 miliardi di euro del 2015 a un surplus di 2,8 miliardi di euro. Trend positivo proseguito anche nel 2025, con esportazioni in aumento del 5,7% nei primi nove mesi. Particolarmente rilevante la dinamica negli Usa dove nel 2024 le vendite di prodotti italiani hanno raggiunto 7,8 miliardi di euro, con un balzo del 17,1% sul 2023. Un patrimonio di eccellenze, verso il quale negli ultimi tre anni il Governo ha mobilitato oltre 15 miliardi di euro per rafforzare filiere, innovazione e occupazione giovanile in agricoltura.

Accanto ai tanti risultati positivi, il rapporto evidenzia anche elementi di complessità generati da tensioni geopolitiche e nuovi dazi. Su questi in particolare, una valutazione del loro impatto potrà arrivare solo a partire dalla metà del 2026. In ogni caso, iIl settore agroalimentare italiano, gravato da un dazio addizionale medio da parte degli Usa del 12,9%, risulta meno colpito rispetto a quello di altri Paesi ma relativamente più penalizzato rispetto a comparti industriali sensibili, per i quali l'Ue ha spuntato trattamenti più favorevoli.

R. R.

( 4 dicembre 2025 )

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