Nelle conclusioni del Consiglio supremo di difesa, vengono poi chiarite le altre questioni legate al conflitto apertosi con l'attacco di Usa e Israele all'Iran. Si prende atto favorevolmente che, con propria risoluzione, ”il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l'utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Analogamente si prende atto che ”eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”. Approfondite poi le linee già illustrate dal Governo in Parlamento per affrontare la crisi in atto nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire dall'impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione e della decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell'Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in atto e già autorizzate dal Parlamento. Sottolineata inoltre ”l'importanza dell'iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell'allarme per i missili lanciati verso Cipro - territorio dell'Unione europea - e verso la Turchia - territorio dell'Alleanza atlantica - e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale”.
Il Consiglio valuta ”gravi le azioni dell'Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz”. Particolare attenzione per la situazione in Libano, con la richiesta ad Israele di ”astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut”. Viene infine espressa condanna per l'aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq”.
Giampiero Guadagni
