"In base alla traiettoria di bilancio corrente l'Italia dovrebbe portare il deficit sotto il 3% del Pil quest'anno in modo da uscire dalla procedura per deficit eccessivo l'anno prossimo". Lo afferma, in un colloquio il commissario Ue per l'economia Valdis Dombrovskis. "Il governo - aggiunge - puntava a farlo con un anno di anticipo, ma secondo i dati pubblicati da Eurostat, il deficit nel 2025 si è assestato al 3,1%, quindi al di sopra della soglia. Nella conversazione che ho avuto con Giorgetti mi ha detto che potrebbero esserci alcune rivalutazioni di questi dati in autunno, alla luce dei numeri definitivi del Superbonus. E quindi potrebbero esserci degli sviluppi". "Teoricamente è possibile», aggiunge Dombrovskis, confermando che la decisione verrebbe presa «in autunno sulla base dell'eventuale rivalutazione di Eurostat", ma, sottolinea ancora il commissario Ue, per archiviare la pratica il deficit deve "stabilizzarsi sotto la soglia".
"Per quanto riguarda la risposta alla crisi energetica - afferma ancora Dombrovskis - il nostro consiglio è di adottare misure temporanee, limitate e che non portino a un aumento della domanda di combustibili fossili". E soprattutto di farlo rispettando le traiettorie di bilancio concordate. "Questo è il nostro consiglio ed è il motivo per cui non stiamo proponendo una flessibilità di bilancio aggiuntiva. Ma ovviamente dobbiamo monitorare la situazione e rimanere pronti a prendere delle misure qualora la situazione dovesse cambiare". La Commissione Ue, conclude, ha già fatto delle simulazioni sul possibile impatto della guerra in Iran sui prezzi dell'energia e sull'economia europea. A seconda degli scenari, il rallentamento dovrebbe essere tra lo 0,2% e lo 0,6% del Pil con un aumento dell'inflazione.
"Abbiamo avuto questa discussione ieri all'Eurogruppo, e va detto che i ministri hanno espresso opinioni divergenti sulla necessità di una maggiore flessibilità fiscale. Al momento, quindi, il nostro orientamento è di utilizzare la flessibilità già esistente nel quadro fiscale, inclusi gli stabilizzatori automatici. Naturalmente, come Commissione, continuiamo a monitorare da vicino la situazione e siamo pronti a reagire qualora le condizioni lo richiedano". Lo ha ribadito il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo interpellato nuovamente sulla proposta del ministro Giancarlo Giorgetti di estendere la clausola nazionale di salvaguardia per la difesa anche ai costi straordinari per supportare alcuni comparti colpiti dal caro-energia.
"Ne abbiamo discusso bilateralmente ieri con il ministro Giorgetti, ed è stato anche parte delle discussioni all'Eurogruppo, così come delle nostre discussioni odierne più concise sullo stesso tema - ha affermato -. In questo contesto, il consiglio della Commissione è di garantire che le misure di sostegno all'economia siano, in questa fase, temporanee e mirate e non portino a un aumento della domanda aggregata di energia, perché ci troviamo in una situazione di shock dell'offerta". Come dire: se vengono adottate misure ampie in molti Stati membri e in altri Paesi, che sostengono i consumi attenuando il segnale dei prezzi, si rischia di mantenere i prezzi dell'energia più elevati, con un costo fiscale elevato e benefici molto limitati per famiglie e imprese che si intendeva aiutare.
Poi c’è la questione dei tassi: il fattore chiave per la decisione della Bce se alzare i tassi a giugno è l'eventuale riapertura dello stretto di Hormuz, sostiene il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, a un evento organizzato da el Economista a Madrid. "Ciò che noi sosteniamo, precisamente, è che le misure di aiuto messe in atto dai Paesi devono essere temporanee e, soprattutto, mirate a quei segmenti della popolazione che ne hanno più bisogno", ha aggiunto de Guindos a proposito degli aiuti messi in campo dai Paesi europei contro lo shock energetico.
Rodolfo Ricci
