Venerdì 13 marzo 2026, ore 10:08

Francoforte 

La Bce e il dilemma forte se alzare i tassi per il conflitto in Iran 

Quali saranno le ricadute della guerra in Medio Oriente sull’economia mondiale? In molti si pongono questa domanda, nessuno ha la sfera di cristallo ma le decisioni vanno prese adesso e anche le dichiarazioni pesano. Sul fronte dei fatti c’è poco da essere ottimisti, gli Iraniani hanno dimostrato di poter far male all’economia dei paesi del Golfo (e quindi a quella globale) bloccando di fatto la produzione e l’esportazione di petrolio e gas naturale. Ma c’è un fatto nuovo, ma che segue le regole economiche classiche. Alla Banca centrale europea passa il messaggio: "Faremo tutto quello che è necessario affinché l’inflazione sia sotto controllo e affinché i francesi e gli europei non subiscano aumenti dell’inflazione come quelli visti nel 2022", ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde intervistata dalla radio France Inter e da altri media francesi sulla fiammata dei prezzi dell’energia innescata dal conflitto in Iran. Lagarde non si è sbilanciata sull’ipotesi di rialzi dei tassi o sulla loro eventuale tempistica.

Perché "oggi c’è una tale incertezza che sarei incapace di dirvi con precisione quello che decideremo - ha spiegato - Ci sta un direttorio la settimana prossima e vi dico come cercheremo di gestire la situazione. Quello che faremo è non precipitarci su una decisione, perché c’è troppa incertezza e volatilità. Piuttosto, cercheremo di analizzare tutti gli elementi, tutti i fatti verificati". Come dire: è imperativo verificare le fonti, l’autenticità dei fatti che si esaminano. E poi "facciamo gli scenari, se il conflitto dura due mesi, se dura un anno. Se il prezzo del petrolio risale a 130 dollari, se il prezzo del gas vola come nel 2022. Si fanno delle ipotesi e si fanno degli scenari. E’ questo il lavoro che faremo e che facciamo già e che continueremo a fare fin quando durerà questa incertezza e questa volatilità" Ma credetemi - ha ripetuto Lagarde - prenderemo le misure necessarie per mantenere l’inflazione sotto controllo".

In Italia regna un tantino di confusione. Il ricorso al taglio delle accise contro i rincari dei prezzi di benzina e diesel "dipende necessariamente dal verificarsi di tutte le condizioni economico-finanziarie previste, in mancanza delle quali le stesse non possono operare", ha spiegato la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, rispondendo in Commissione Finanze della Camera ad un'interrogazione del Movimento 5 Stelle sugli aumenti.

Albano ha ricordato la normativa vigente che stabilisce che il taglio può essere varato a condizione che il prezzo internazionale del petrolio aumenti, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza o nella relativa Nota di aggiornamento presentati alle Camere, tenendo altresì conto dell'eventuale diminuzione, nella media del bimestre precedente all'adozione del medesimo decreto, del prezzo internazionale del petrolio greggio rispetto a quello indicato nel Def e nella Nota di aggiornamento. Albano ha comunque sottolineato che le criticità del meccanismo segnalate nell' interrogazione "sono oggetto di vigile attenzione da parte del Governo, che monitora costantemente l'evoluzione della situazione".

Rodolfo Ricci

( 12 marzo 2026 )

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