Venerdì 9 gennaio 2026, ore 23:25

Report Istat 

La pressione fiscale scende al 40% nel terzo trimestre 2025  

Nel terzo trimestre 2025 la pressione fiscale è stata pari al 40%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo rende noto l'Istat aggiungendo che il deficit si è invece attestato al 3,4% rispetto al 2,3% nello stesso trimestre del 2024. Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul Pil dello 0,4% (1,6% nel terzo trimestre del 2024). Il saldo corrente è stato anch'esso positivo, con un'incidenza sul Pil dell'1,3% (2,2% nel terzo trimestre del 2024).

Altra notizia: aumentano nel terzo trimestre del 2025 il potere d'acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009. È quanto rileva sempre il nostro Istituto di statistica, sottolineando che la spesa per consumi finali rimane però debole. In dettaglio, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. La propensione al risparmio è stimata all'11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d'acquisto è infine cresciuto rispetto al trimestre precedente dell'1,8%. In particolare, nel terzo trimestre, la quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,3%, è diminuita di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, specifica ancora l'Istat, si attesta al 22,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Ancora Istat. Secondo le stime preliminari, nel mese di dicembre 2025 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dell'1,2% su base annua (dal +1,1% del mese precedente) tornando al livello di ottobre. "Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell'1,5% rispetto all'anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1,0%)", commenta l'Istat. In pratica, a dicembre l'indice dei prezzi torna positivo, dopo i cali di settembre, ottobre e novembre. In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell'1,5% (+1,0% nel 2024). L'inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'inflazione di fondo) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell'1,9% (+2,0% nell'anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024). La lieve accelerazione dell'inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), in parte attenuata dalla diminuzione di quelli degli energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e dal rallentamento dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%).

L'aumento congiunturale dell'indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi di altri aggregati, tra cui quello degli energetici regolamentati (-0,6%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%).

Infine, sempre a dicembre l’Istituto di statistica rileva come si accentui il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il cosiddetto "carrello della spesa" di conseguenza passa da +1,5% di novembre a +2,2%. Mentre i prodotti ad alta frequenza d'acquisto passano da +2,0% a +2,2%.
Secondo il Rapporto Coop 2026, è difficile ipotizzare un qualche dinamismo dei consumi: infatti gli opinion leader intervistati prevedono una crescita dello 0,3% mentre l'ultima previsione Istat è più ottimistica per quanto contenuta (+0,9%).

Rodolfo Ricci

( 7 gennaio 2026 )

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