L'Ilo ha da tempo lanciato un'alleanza globale per coordinare gli sforzi tra governi, imprese e società civile per porre fine a lavoro minorile, schiavitù moderna e tratta.
E ora l'Ilo sottolinea la pericolosità per i minori del lavoro in agricoltura fatto di "esposizione a pesticidi, macchine e strumenti affilati, intenso sforzo fisico e condizioni climatiche estreme, che limitano l'accesso all'istruzione e rafforzano il ciclo della povertà". Di fronte a questa emergenza, la conferenza Onu in Marocco, che si concluderà il 13 febbraio, ha l'obiettivo di valutare i progressi, analizzare i fallimenti e definire le priorità future, in particolare nell'Africa subsahariana.
Il fenomeno esiste anche in Italia, con una tendenza all'aumento tra i 15 e i 17 anni.
Rapporti recenti indicano oltre 80.000 lavoratori minorenni nel 2024, con un notevole aumento degli infortuni denunciati tra gli under 17 nel periodo 2020-2023. Regioni come Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Abruzzo e Marche mostrano incidenze più elevate rispetto alla media nazionale.
La Cisl rinnova il proprio impegno a difendere i diritti dell’infanzia e a contrastare ogni forma di sfruttamento: scuola di qualità per tutti, protezioni sociali efficaci, sostegno alle famiglie, lavoro dignitoso e controlli rigorosi lungo le catene di fornitura.
L’eliminazione del lavoro minorile richiede scelte misurabili e continuità d’azione, perché “ogni bambino liberato dallo sfruttamento è una vita che ricomincia”.
Giampiero Guadagni
