Le immigrazioni dall'estero, 440mila, pur diminuendo di 12mila unità rispetto al 2024 (-2,6%) si mantengono solide, a conferma del notevole livello di attrattività del Paese. Scendono sensibilmente le emigrazioni per l'estero, 144mila, ben 45mila in meno rispetto all'anno precedente (-23,7%). In questo quadro, il saldo migratorio con l'estero non solo è tale da compensare il deficit dovuto alla dinamica naturale; ma cresce anche di 33mila unità sul 2024.
L’età media della popolazione residente è di 47,1 anni, in crescita di sei mesi rispetto all’anno precedente. Il Centro si conferma la ripartizione più anziana, il Mezzogiorno rimane la più giovane. La popolazione fino a 14 anni è pari a 6 milioni 852mila individui (11,6% del totale), in calo di 168mila unità rispetto al 2025. La popolazione in età attiva (15-64enni) ammonta a 37 milioni 270mila (63,2% del totale), con una riduzione di 73mila individui sull'anno precedente. Gli over 65enni sono 14 milioni 821mila (25,1% del totale), oltre 240mila in più rispetto all'anno precedente. Crescono gli ultra-ottantacinquenni che raggiungono i 2 milioni 511mila individui (+101mila) e rappresentano il 4,3% della popolazione totale. Infine, gli ultracentenari ammontano a 24mila e 700 unità, oltre 2mila in più rispetto all'anno precedente. Il processo di invecchiamento interessa l'Unione europea nel suo insieme. Diminuisce il peso della popolazione giovanile e in età lavorativa mentre cresce quello degli individui sopra i 65 anni. Al primo gennaio 2025, nell'Ue27, i giovani di età compresa tra 0 e 14 anni rappresentano il 14,4%, le persone in età attiva il 63,6%, gli anziani il 22,0%.
L'Italia presenta la percentuale più bassa di giovani (11,9%) e la maggiore di anziani (24,7%).
Nello scenario descritto dai numeri dell’Istat è sempre più importante il buon funzionamento dell’Inps per la tenuta del Paese. E presentando risultati gestionali positivi, il presidente del Civ Ghiselli ha sottolineato ”la competenza e l'impegno del suo personale”, ma ha anche segnalato ”alcune criticità da superare migliorando la sua capacità innovativa”. Nell'ultimo quadriennio risulta in costante diminuzione il numero degli ispettori di vigilanza dell'Inps, che passano da 884 a 736. Nel 2025 le ispezioni effettuate calano sensibilmente rispetto al 2022, passando da 10.576 a 8.311. L'evasione contributiva accertata rimane sostanzialmente stabile nel quadriennio, attorno ai 500 milioni, rispetto ai più di 10 miliardi annui di evasione stimata.
Giampiero Guadagni
