Mercoledì 1 aprile 2026, ore 2:45

Istat 

Le migrazione bilanciano il calo costante delle nascite 

Diminuiscono le nascite, stabili i decessi: nel 2025, 355mila i nati, 652mila i decessi. Prosegue in Italia il calo della fecondità, comune a molti Paesi europei: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna. Nel panorama europeo l'Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita: nel 2025 arriva a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. Le immigrazioni dall'estero sono 440mila, le emigrazioni per l'estero 144mila. Mobilità internazionale in flessione ma il saldo migratorio rimane ampiamente positivo: nel 2025 è pari a +296mila unità. Al primo gennaio 2026 la popolazione residente di cittadinanza straniera è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila individui, quella di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unità, in calo di 189mila individui. Le coppie con figli costituiscono il 28,4% delle famiglie, quelle senza figli il 20,2%. Un terzo delle famiglie è formato da una sola persona. Sono tutti dati rilevati dall'Istat nel rapporto ”Indicatori demografici - Anno 2025”. Al primo gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943mila individui (dati provvisori), risultando stabile rispetto alla stessa data dell'anno precedente (-636 unità). Il tasso di crescita vicino allo zero è in miglioramento rispetto a quelli registrati nei due anni precedenti (-0,5 per mille del 2024 e -0,4 per mille nel 2023), ma le dinamiche demografiche sono in stretta continuità con quanto osservato negli anni recenti: l'Italia rimane un Paese nel quale una dinamica migratoria molto positiva riesce a contrastare un ricambio naturale ampiamente negativo e nel quale la popolazione continua a invecchiare. Sul piano territoriale ci sono differenze: al Nord la popolazione aumenta del 2,2 per mille, nel Centro rimane costante, mentre il Mezzogiorno continua a registrare perdite (-3,1 per mille). La popolazione risulta in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige, in Emilia-Romagna e in Lombardia. Le regioni in cui si riscontra il maggior calo demografico sono Basilicata, Molise e Sardegna.
Le immigrazioni dall'estero, 440mila, pur diminuendo di 12mila unità rispetto al 2024 (-2,6%) si mantengono solide, a conferma del notevole livello di attrattività del Paese. Scendono sensibilmente le emigrazioni per l'estero, 144mila, ben 45mila in meno rispetto all'anno precedente (-23,7%). In questo quadro, il saldo migratorio con l'estero non solo è tale da compensare il deficit dovuto alla dinamica naturale; ma cresce anche di 33mila unità sul 2024.
L’età media della popolazione residente è di 47,1 anni, in crescita di sei mesi rispetto all’anno precedente. Il Centro si conferma la ripartizione più anziana, il Mezzogiorno rimane la più giovane. La popolazione fino a 14 anni è pari a 6 milioni 852mila individui (11,6% del totale), in calo di 168mila unità rispetto al 2025. La popolazione in età attiva (15-64enni) ammonta a 37 milioni 270mila (63,2% del totale), con una riduzione di 73mila individui sull'anno precedente. Gli over 65enni sono 14 milioni 821mila (25,1% del totale), oltre 240mila in più rispetto all'anno precedente. Crescono gli ultra-ottantacinquenni che raggiungono i 2 milioni 511mila individui (+101mila) e rappresentano il 4,3% della popolazione totale. Infine, gli ultracentenari ammontano a 24mila e 700 unità, oltre 2mila in più rispetto all'anno precedente. Il processo di invecchiamento interessa l'Unione europea nel suo insieme. Diminuisce il peso della popolazione giovanile e in età lavorativa mentre cresce quello degli individui sopra i 65 anni. Al primo gennaio 2025, nell'Ue27, i giovani di età compresa tra 0 e 14 anni rappresentano il 14,4%, le persone in età attiva il 63,6%, gli anziani il 22,0%.
L'Italia presenta la percentuale più bassa di giovani (11,9%) e la maggiore di anziani (24,7%).
Nello scenario descritto dai numeri dell’Istat è sempre più importante il buon funzionamento dell’Inps per la tenuta del Paese. E presentando risultati gestionali positivi, il presidente del Civ Ghiselli ha sottolineato ”la competenza e l'impegno del suo personale”, ma ha anche segnalato ”alcune criticità da superare migliorando la sua capacità innovativa”. Nell'ultimo quadriennio risulta in costante diminuzione il numero degli ispettori di vigilanza dell'Inps, che passano da 884 a 736. Nel 2025 le ispezioni effettuate calano sensibilmente rispetto al 2022, passando da 10.576 a 8.311. L'evasione contributiva accertata rimane sostanzialmente stabile nel quadriennio, attorno ai 500 milioni, rispetto ai più di 10 miliardi annui di evasione stimata.
Giampiero Guadagni

( 31 marzo 2026 )

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