"Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa. Sulla stampa circolano indiscrezioni ma noi continuiamo a lavorare a testa bassa. Credo che andremo domani mattina in consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto", ha confermato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando della manovra in collegamento con il Festival delle Regioni. "Con la Commissione europea abbiamo fato progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri", ha aggiunto.
Dunque la maggioranza punta ad approvare la manovra in questa mattinata in Consiglio dei ministri. L'obiettivo è stato fissato dai leader durante il vertice serale e al termine di una giornata convulsa in cui si sono rincorse voci di un possibile allungamento dei tempi. L'incontro è servito anche a fare il punto sulla trattativa in corso con l'Europa sulla flessibilità per l'energia: una prima risposta da Bruxelles è arrivata, ma la trattativa prosegue con l'obiettivo di chiarire "gli interventi ammissibili" e i "relativi margini di flessibilità". Il vertice di maggioranza con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il terzo in una settimana, si è svolto questa volta da remoto, con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi in videocollegamento.
La linea tracciata nell'incontro è di concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari: cioè misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario. L'obiettivo è "sostenere il potere d'acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all'economia", ma garantendo la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici. Nel corso del vertice si è inoltre fatto il punto sulle interlocuzioni con Bruxelles: dall'Europa è arrivata proprio nel week end una prima risposta alle richieste italiane. La Commissione Ue ha assicurato che aiuterà Roma a trarre il massimo vantaggio dalla clausola: i colloqui sulle singole sotto-misure sarebbero stati dettagliati, anche se poi spetterà all'Italia indicare a Bruxelles le misure esatte una volta adottate. Una cosa è certa, ha chiarito l'Ue: saranno esclusi sussidi collegati all'uso di combustibili fossili, cioè gli aiuti in bolletta o gli sconti sui carburanti.
Alla premier e a Giorgetti gli alleati hanno presentato liste ancora lunghe di desiderata. Salvini insiste nel difendere la pensione anticipata a 64 anni, la flat tax a 100 mila euro per le partite Iva e il voucher sanitario per gli anziani, ma anche affitti brevi e cedolare secca. Forza Italia, che continua a sperare nell'estensione del taglio dell'Irpef almeno fino a 55 mila euro, punta a dare risposte ai giovani, proponendo di ridurre il peso fiscale a loro carico. Giovani e famiglie sono la priorità di Noi Moderati, che propone tra l'altro cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e zero tasse per tre anni agli under 30 al primo impiego. Con l'avvicinarsi della manovra si infittiscono anche gli appelli di ministri e categorie. Il titolare dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto a Giorgetti stanziamenti per l'edilizia scolastica.
Ma "prima di dare un giudizio vogliamo leggere i contenuti della manovra", ha detto a Vicenza, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, parlando con i giornalisti a margine di un direttivo promosso dalla Cisl regionale- Resta ancora da sciogliere il nodo delle misure a carico del sistema finanziario. Il contributo, quantificato in 5 miliardi, arriverà da "tutti", "banche, assicurazioni e anche altre realtà", chiarisce Tajani, tirando ancora in ballo Cdp. Nessuna "visione punitiva", ma una richiesta di collaborazione, precisa il leader azzurro, che vede progressi sulla possibilità di escludere le Bcc e invita a riflettere anche sulle Fondazioni bancarie: una sfida non facile, per cui, "bisogna lavorare di fioretto".
Rodolfo Ricci
