Sabato 18 aprile 2026, ore 15:27

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Mattarella: lavorare per la pace

Il Capo dello Stato sergio Mattarella parlando al convegno «osare la pace» organizzato a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio afferma che  "Tenere vivo lo spirito di Assisi, suscitato da Giovanni Paolo II, è testimonianza di grande significato. Scontro o incontro caratterizzano l'interazione tra gli Stati? Cosa ha consentito la grande crescita di diritti dell'intera umanità, il riconoscimento della dignità delle persone? Il riconoscersi tra i popoli come eguali, gli scambi, il permettere accesso reciproco alle rispettive risorse, ha sconfitto, nel Novecento, l'idea che, per sopravvivere, fosse necessario combattere per sottrarre beni a qualcun altro". "Il nazionalismo da opporre ad altri nazionalismi nasce, in fondo, dal considerare gli altri popoli come nemici, se non come presenze abusive o addirittura inferiori per affermare con la prepotenza e, sovente, con la violenza, pretese di dominio. Per un trentennio tutto questo sembrava avviato ad essere archiviato nel passato. La fine della Guerra Fredda, con il dialogo Reagan-Gorbaciov e l'apertura a un'accentuata interdipendenza globale, sembrava aprire un'era di pacificazione. Oggi ci conntiamo con uno scenario molto diverso, anche in Europa." 

Lo Spirito di Assisi, che viene riproposto in questi incontri, ha proseguito Mattarella, "rammenta a tutti noi che la pace non è mai un risultato destinato senza dedicarvisi con costanza. La pace va cercata, coltivata e «osata», per citare l'evocativo titolo scelto quest'anno. Come ha ricordato Sua Santità Leone XIV serve disarmare gli animi e disarmare le parole per poter realmente favorire la pace. Faccio mio il suo appello di pochi giorni fa, in occasione della visita al Quirinale, affinché si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano i principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli, che ne sono irrinunciabilmente alla base." "Di fronte a queste parole e osservando l'instabilità, le tensioni, i conflitti, la violenza - anche verbale - che caratterizzano la nostra contemporaneità, si registra la diffusione di atteggiamenti che, se applicati alla convivenza all'interno delle nostre società nazionali, meriterebbero l'appellativo di teppistici".

L'Unione Europea, ha aggiunto il Capo dello Stato, è stata costruita con la condizone di far tacere le armi per sempre "e questo per volontà democratica dei suoi popoli liberi, non per imposizione imperiale o di uno dei dittatori, protagonisti di disumani esperimenti del secolo scorso". "Una condizione e valori che hanno pesato, influenzando tante altre aree del mondo, avviando una fase destinata a globalizzazione dei diritti e a colmare gradualmente il divario tra i popoli del Nord e del Sud del mondo. Non è stata una stagione priva di tensioni e di prezzi pagati duramente dalle popolazioni civili, come nei vicini Balcani. A fronte delle crisi sono stati apprestati, tramite l'Organizzazione delle Nazioni Unite, gli strumenti per una ricerca perseverante di percorsi di pace, come antidoto alla tentazione del ricorso all'uso della forza e della prevaricazione".

"Non si può omettere di ricordare che osare la pace include e abbraccia altri aspetti: dalle ampie zone di grande povertà nel mondo, alle sofferenze dei migranti, alla crescente concentrazione della ricchezza in poche mani in luogo della sua diffusione. Di fronte alle guerre e per la pace - ha proseguito - parlano le religioni, con la forza della loro autorevolezza, con la definizione della pace come 'santa', nell'infaticabile ricerca di quel che unisce gli esseri umani, nella promozione della solidarietà globale. Tutti noi siamo oggi chiamati a rinnovare la nostra fiducia nella causa della pace. Rendiamo comune e condiviso l'appello di questo incontro: continuiamo a osare la pace. Continuiamo a investire in percorsi di dialogo e di mediazione, a sostenere chi soffre, a costruire ponti tra i popoli, per contribuire a un mondo in cui la pace non sia un sogno per gli illusi, ma una realtà condivisa".

( 26 ottobre 2025 )

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