Mercoledì 28 gennaio 2026, ore 15:43

Istat

Occupazione ferma a novembre 2018

L’occupazione stabile, a novembre 2018 resta ferma nel nostro Paese. Aumenta solo quella a tempo determinato e il lavoro autonomo e in particolare per gli uomini.

L’Istat stima infatti il numero degli occupati sostanzialmente stabile rispetto a ottobre, con un tasso di occupazione fermo al 58,6% nei dati provvisori. Su base annua, l’occupazione cresce di 99 mila unità (+0,4%), l’incremento minore da maggio 2015. ”L’espansione - spiega l’Istat - interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162 mila); risultano lievemente in crescita gli indipendenti, mentre si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila)”. Nell’anno aumentano esclusivamente gli occupati over50 (+275 mila). L’Istat registra una flessione tra i 15-49enni (-175 mila) che però è dovuto alle dinamiche demografiche. Cresce l’occupazione maschile, mentre cala quella femminile. ”I dati relativi a novembre confermano un quadro di sostanziale stazionarietà dei livelli occupazionali”, è il commento dell’Istituto di statistica, che sottolinea però come nella media degli ultimi tre mesi l’occupazione registri ”una leggera flessione rispetto al trimestre precedente”.

Il tasso di disoccupazione, secondo i dati provvisori, a novembre scende al 10,5%, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017.

”Il mercato del lavoro - nota il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra - è sostanzialmente fermo dalla metà del 2018, dopo tre anni di crescita”. E i dati dell’Istat sull’occupazione, per Sbarra, ”consolidano le forti preoccupazioni della Cisl in merito a una stagnazione economica che colpisce soprattutto le fasce più deboli e sconta la scarsa qualità legislativa di questi mesi. Andamento - sottolinea il segretario generale aggiunto Cisl - confermato da una manovra incapace di dare risposte all’altezza della sfida dello sviluppo”. ”Il fatto è - spiega Sbarra - che senza adeguati investimenti su lavoro e infrastrutture, senza politiche industriali e sociali, senza strategie di coesione territoriale e redistribuzione fiscale, ogni sforzo sarà vano”. ”Va dato un segnale di discontinuità nella politica economica dell’Esecutivo - aggiunge - secondo gli elementi indicati nella piattaforma sindacale unitaria. Va rafforzato l’affidamento alla contrattazione e recuperato lo spirito di responsabile collaborazione sociale su obiettivi strategici condivisi. Tutto l’opposto - conclude - di quanto fatto nel decreto estivo e in manovra”.

( 9 gennaio 2019 )

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