Per la Cisl si tratta di un “provvedimento di civiltà”, perché “la possibilità di far valere i propri diritti non può dipendere dalle condizioni economiche: rimuovere questo ostacolo significa dare una risposta concreta a chi ha già pagato un prezzo altissimo. L'intervento normativo in esame arricchisce il nostro ordinamento di un istituto di grande valore civile e sociale garantendo l'effettività dell'accesso. In attesa di leggere il testo definitivo lo riteniamo un passo importante che deve accompagnarsi al rafforzamento della prevenzione, dei controlli e della cultura della sicurezza, per tutelare la vita e la dignità di ogni lavoratrice e lavoratore”.
E giovedì si sono cbiusi a Montecitorio gli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro. Il Presidente della Camera Fontana ha ricordato che ”la sicurezza non può essere affidata soltanto alle norme e ai controlli, per quanto indispensabili. È essenziale diffondere un'autentica cultura della prevenzione che deve partire dalle scuole e guidare i nostri ragazzi fino all'ingresso nel mondo delle professioni. L'auspicio è che da queste giornate possa emergere una maggiore consapevolezza. Tutelare le lavoratrici e i lavoratori è un obiettivo inderogabile. Intorno a loro le istituzioni, le imprese e le parti sociali devono costruire un fronte comune, perché è il lavoro a costruire il futuro di una comunità. E nessun futuro può dirsi davvero tale se, per conquistarlo, si mette a rischio una vita umana”.
Sul tema è tornata la ministra del Lavoro Calderone, alla cerimonia di consegna delle Stelle al merito del lavoro: ”Stiamo rafforzando tutele, controlli e tecnologie, consapevoli che ogni misura normativa deve accompagnarsi a una vera e propria rivoluzione culturale che metta al primo posto una cultura della vita sicura basata sul principio dell'agire prima. Prevenire l'incidente è un impegno etico, una scelta di rispetto verso sé stessi e verso gli altri che deve trasformarsi nella forza concreta di tutelare la vita umana”.
Nel suo intervento, il Presidente della Repubblica Mattarella ha sottolineato tra l’altro: ”Il potere si organizza in istituzioni condivise e democratiche per assicurare il benessere dell'intera società. Ecco perché il lavoro è veicolo di democrazia, contribuisce alla qualità della coesione di una società civile. Il lavoro, la sua cultura, la sua etica genera idee, pluralità, diffonde benessere, costruisce relazioni, dunque comunità. Una società coesa è una società che dà forma e sostanza alla propria sicurezza. La coesione favorisce la partecipazione, induce ad avvertire il bene comune come proprio. Aiuta la stessa economia e le istituzioni”.
Giampiero Guadagni
