Nuovo taglio in vista per le accise sui carburanti. Ma questa volta lo sconto fiscale riguarderà di più il gasolio che in questi giorni ha continuato a viaggiare sempre oltre i 2 euro al litro. Il governo accelera sui provvedimenti ed oltre al decreto sul lavoro approvato, annuncia una serie di novità: in settimana - dice la premier Giorgia Meloni al termine del Cdm - arriverà il più volte rinviato Piano Casa (dovrebbe avere una dotazione iniziale di 970 milioni più 1,1 miliardi dal piano di coesione, ndr). E una schiarita si attende sul fronte nomine con la decisione, la prossima settimana, sui presidenti di Consob e Antitrust.
Dunque, il governo sta valutando "un'ulteriore proroga" del taglio delle accise", che potrebbe essere "più breve delle precedenti" e "non più in maniera orizzontale: il gasolio ha avuto un aumento più significativo della benzina" e quindi il taglio "potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito", dice Meloni in conferenza stampa. "Seguiamo il tavolo negoziale - spiega - cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all'andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio". Le fa eco il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: sulla proroga "stanno facendo i conti gli uffici.
Si è visto che nel mese scorso l'effetto è stato mantenere basso il prezzo della benzina, mentre il prezzo del gasolio è stato sopra i due euro. Quindi l'intervento sarà principalmente sul gasolio". In allerta i consumatori: "La proposta di applicare tagli delle accise diversificati per benzina e gasolio accoglie la proposta già avanzata dal Codacons nelle settimane scorse, purché tuttavia lo sconto non introduca disparità eccessive e danno degli automobilisti". Questo anche perché senza taglio: "A partire dal prossimo 2 maggio il prezzo medio del gasolio schizzerà a 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria, raggiungendo in media 2,36 euro al litro sulle autostrade, piazzando l'Italia al vertice della classifica europea del caro-gasolio".
Sullo sfona la fiducia dei consumatori. Infatti, ad aprile 2026 sia il clima di fiducia dei consumatori sia l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese sono stimati in diminuzione (da 92,6 a 90,8 e da 97,3 a 95,2 rispettivamente). Lo rileva l'Istat spiegando che tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese. Con riferimento alle imprese, la flessione risulta più marcata nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In particolare, il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato scende da 102,6 a 99,1 e quello delle costruzioni flette da 103,6 a 100,9.
Nella manifattura l'indicatore di fiducia - sottolinea l'Istat - diminuisce da 88,7 a 87,9, mentre migliora nel commercio al dettaglio con l'indice che sale da 100,5 a 100,8. Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione e le scorte sono giudicate invariate. Nelle costruzioni sia i giudizi su ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull'occupazione subiscono un calo. Nei servizi di mercato si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti. Il deterioramento dell'indice del comparto è influenzato, principalmente, dalla caduta nel settore del turismo.
Rodolfo Ricci
