Sabato 1 agosto 2026, ore 13:41

Istat 

Produzione industriale: a novembre in forte rimbalzo e sale dell’1,5% 

A novembre 2025 torna a crescere la produzione industriale dopo la flessione congiunturale del mese precedente: l'Istat stima che l'indice destagionalizzato aumenti dell' 1,5% rispetto a ottobre. Al netto degli effetti di calendario, l'indice generale aumenta su base annua dell'1,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, come a novembre 2024): l'aumento, spiega l'Istituto, si registra per i principali raggruppamenti di industrie, con l'eccezione dei beni di consumo. Nella media del trimestre settembre-novembre, indica inoltre l'Istat, il livello della produzione industriale cresce dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

A novembre l'indice destagionalizzato mostra aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie con variazioni positive per l'energia (+3,9%), i beni strumentali (+2,1%), i beni di consumo (+1,1%) e, marginalmente, per i beni intermedi (+0,1%). Tra i settori traina la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+7,5% rispetto ad ottobre). Su base annua, si registrano variazioni positive per i beni strumentali (+3,3%), l'energia (+2,0%) e i beni intermedi (+1,0%); diminuiscono, invece, lievemente i beni consumo (-0,8%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,7%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+5,8%) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+5,1%). Le flessioni più ampie si rilevano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,4%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,1%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (-2,9%).
Buone notizie sui conti pubblici italiani.

Infatti, lieve calo del debito italiano: a novembre 2025 è diminuito di 6,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.124,9 miliardi. Lo ha reso noto Bankitalia precisando che la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (12,8 miliardi, a 64,4) e l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente 0,1 miliardi) sono stati solo in parte compensati dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (6,1 miliardi)Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito è imputabile a quello delle amministrazioni centrali (7,0 miliardi), a fronte di un aumento marginale di quello delle amministrazioni locali (0,1 miliardi), spiega Via Nazionale. Il debito degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

La vita media residua è rimasta stabile a 7,8 anni. A novembre del 2025 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 51,9 miliardi, in aumento dello 0,3% (0,2 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. Nei primi undici mesi del 2025 esse sono state pari a 514,1 miliardi, in aumento del 2,0% (9,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ha aggiunto Bankitalia.

Infine sempre a novembre 2025 si stima una lieve crescita delle esportazioni (+0,4%) e una flessione delle importazioni (-3,2%) rispetto al mese precedente. Nel confronto annuo, l'export in valore è pressoché stazionario (-0,1%), in volume si riduce del 2,1%; mentre l'import registra una flessione del 3,5% in valore e dell'1,4% in volume. 

Rodolfo Ricci

( 15 gennaio 2026 )

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