Lunedì 20 luglio 2026, ore 2:59

Servizio pubblico

Rai, la grande incompiuta

Si chiude con la nomina di Monica Maggioni alla presidenza della Rai e del nuovo direttore generale (carica per la quale rimane favorito Antonio Campo Dall’Orto) una fase quanto mai incerta per l’emittente pubblica di Stato, ancora in attesa di una vera riforma che le restituisca dignità e autonomia dai partiti. Il Governo che su altri campi ha tirato dritto forzando le proprie prerogative, ignorando le proteste dei sindacati e delle opposizioni e svilendo il ruolo del Parlamento, in questo caso ha valutato che fosse meglio cedere il passo ed affidarsi all’“usato sicuro della Gasparri”. Ora però, da parte della Cisl e della sua sigla di categoria, la Fistel, c’è l’auspicio che si possano recuperare alcuni principi nell’assetto della futura governace aziendale che vedevano nella valorizzazione delle competenze e nella partecipazione dei lavoratori un tratto qualificante della riforma. A ricordarlo, in una nota, è la stessa segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, che nel fare gli auguri alla neo presidente Maggioni, ricorda come la confederazione di Via Po avesse salutato positivamente i propositi del Governo Renzi di cambiare finalmente la “Governance” della Rai e le sue modalità di selezione, aprendo anche alla presenza, per la prima volta, di un rappresentante eletto da tutti i lavoratori nel Consiglio d’Amministrazione. “Un fatto - sottolinea - che avrebbe rappresentato certamente una novità importante rispetto alle esigenze di partecipazione e di controllo dei lavoratori e dei cittadini sulle scelte della più grande industria culturale italiana. Purtroppo la politica non è stata capace di approvare nei tempi giusti la riforma, preferendo nominare i nuovi vertici della Rai con la vecchia legge Gasparri”.

Ai nuovi vertici, cui la Cisl comunque riconosce autorevolezza e competenza, ora spetta il compito di dimostrare equilibrio e imparzialità, garantendo un rilancio del ruolo libero e pluralistico della Rai e restituendole quella missione culturale e sociale così importante per la crescita economica e civile del nostro paese. “Per questo - conclude Furlan - la Cisl continuerà la sua pressione sindacale perché si possa davvero modificare l'assetto del sistema pubblico radio televisivo, valorizzando le professionalità dei lavoratori della Rai e la ricchezza del suo patrimonio logistico e informativo".

( 6 agosto 2015 )

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