Pubblicati in Gazzetta ufficiale il Dpcm e il decreto ministeriale di aggiornamento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, con i quali si prevedono circa 800 fra nuovi servizi, prestazioni e terapie attraverso interventi di modifica, sostituzione e revisione delle voci precedenti: un cambio di passo per “rendere più tempestivo l’aggiornamento delle cure garantite dal Servizio sanitario nazionale”.
E' stato questo il commento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, riguardo ad una revisione che mancava dal 2017, anno dell'ultimo aggiornamento, mai diventato operativo, e che è stato sbloccato nel 2024 con il decreto tariffe: Lea che, per Schillaci, rappresentano la massima espressione dell’equità perché garantiscono in maniera concreta che tutti i cittadini abbiano accesso allo stesso livello di cure. Un aggiornamento che avrà un impatto concreto, come evidenziato dal ministro: “Pensiamo a una famiglia che, grazie allo screening neonatale, può scoprire precocemente una malattia del proprio bambino. O a una donna con un rischio ereditario di tumore alla mammella o all’ovaio che può essere seguita attraverso un percorso di sorveglianza dedicato. Ci sono nuove prestazioni per la gravidanza, nuove esenzioni per malattie rare e croniche, strumenti che aiutano a scegliere le terapie oncologiche più appropriate. Il significato concreto è questo: più possibilità di prevenire, diagnosi più tempestive e cure più personalizzate”. “Non possiamo chiedere ai cittadini di aspettare anni e anni per accedere alle nuove prestazioni che la scienza rende disponibili” ha aggiunto il ministro. “Penso anche a cose semplici ma importanti come gli ausili protesici: se ne esistono di più innovativi perché accontentarsi di versioni obsolete?” E proprio su questo tema il ministro Schillaci è intervenuto per sottolineare il taglio che interesserà tutte quelle prestazioni oramai superate, con un aggiornamento da fare insieme ai medici, alle Regioni, alle aziende sanitarie, verificando l’applicazione delle nuove indicazioni allo scopo di orientare il paziente verso strumenti più appropriati, tutelare la qualità delle cure e impiegare meglio le risorse e il tempo dei professionisti.
Altro comparto importante su cui intervenire per il ministro della Salute, quello riguardante le liste d'attesa: “Abbiamo costruito strumenti per affrontare un problema che si trascinava da anni, dalla piattaforma nazionale di monitoraggio al nuovo Piano di governo delle liste d’attesa. Ora la misura del successo deve essere il tempo che passa tra la richiesta e la visita o l’esame”. Il ministro ha anche fatto riferimento ai primi dati incoraggianti riguardo proprio questa problematica, che però non bastano. “Dobbiamo verificare dove le misure funzionano e intervenire dove persistono difficoltà” ha dichiarato Schillaci, secondo il quale il prossimo passo sarà il rafforzamento dei controlli sul sistema. Un insieme di interventi che, per il ministro, prevede una spesa per la quale la quantificazione delle risorse necessarie verrà inserita in un documento dettagliato, ora in preparazione, che verrà sottoposto all'attenzione del ministero dell'Economia, per chiedere più fondi, anche se sarà importante, al tempo stesso, spenderli meglio di come sia stato fatto finora. “Con la prossima legge di Bilancio continueremo a portare avanti il lavoro già avviato negli anni scorsi - ha concluso Schillaci - con più assunzioni e stipendi migliori. I rinnovi contrattuali che abbiamo chiuso per il nostro settore, recuperando tutti i ritardi del passato, sono una dimostrazione concreta del lavoro che abbiamo portato avanti”.
Anna Taverniti

