Stellantis presenta Fastlane 2030, piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro per accelerare crescita e redditività, semplificare il modello operativo e indirizzare il capitale verso le aree a maggiore rendimento. Il piano, illustrato ad Auburn Hills dal ceo Antonio Filosa, poggia su sei pilastri: gestione più mirata dei marchi, investimenti in piattaforme e tecnologie globali, partnership, ottimizzazione dell’ impronta industriale, eccellenza nell’esecuzione e rafforzamento delle regioni. Il 60% degli investimenti, pari a 36 miliardi, sarà destinato a marchi e prodotti, mentre il restante 40%, pari a 24 miliardi, andrà a piattaforme globali, propulsori e tecnologie. Entro il 2030 Stellantis prevede oltre 60 nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi: 29 elettrici a batteria, 15 plug-in o range extender, 24 ibridi e 39 termici o mild hybrid.
Il piano ridefinisce la gestione del portafoglio marchi. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano i quattro marchi globali del gruppo, destinatari insieme a Pro One del 70% degli investimenti in brand e prodotti. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo saranno marchi regionali, mentre DS e Lancia saranno sviluppati come marchi specializzati, gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat.
Maserati resterà nel lusso puro, con due nuovi modelli di segmento E e una roadmap dettagliata attesa a Modena entro dicembre 2026. "Fastlane 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine", ha detto Filosa. "Ogni marchio di Stellantis svolgerà un ruolo chiaro nel rispetto dei nostri impegni Fastlane 2030", ha aggiunto il ceo, sottolineando centralità del cliente, valore, accessibilità e partnership "win-win".MSul fronte industriale e tecnologico, Stellantis investirà oltre 24 miliardi in piattaforme globali, powertrain e nuove tecnologie.
Entro il 2030 il 50% dei volumi globali sarà prodotto su tre piattaforme globali, inclusa la nuova STLA One. Le tecnologie Stla Brain, Stla SmartCockpit e Stla AutoDrive saranno lanciate nel 2027; entro il 2030 il 35% dei volumi globali avrà almeno una di queste tecnologie.Le partnership diventano un pilastro del piano. Con Leapmotor, attraverso Leapmotor International controllata al 51%, Stellantis punta a rafforzare collaborazione commerciale, acquisti e cooperazione industriale, partendo dalla condivisione di capacità negli impianti di Madrid e Saragozza. Con Dongfeng il gruppo avvia una nuova fase della joint venture Dpca in Cina per produrre due Peugeot e due Jeep destinati alla Cina e ad altre regioni, e intende creare una joint venture europea, controllata al 51%, con un primo progetto a Rennes.
In Europa il piano prevede una riduzione della capacità di oltre 800 mila unità attraverso riconversioni, come Poissy in Francia, e partnership tra Madrid, Saragozza e Rennes. L’obiettivo è aumentare l’utilizzo degli impianti dal 60% all’80% entro il 2030, preservando i livelli occupazionali nel manifatturiero. Negli Stati Uniti l’aumento della produzione dovrebbe portare l’utilizzo della capacità all’80% nel 2030.
Il piano Stellantis "rappresenta un passo avanti rispetto a una situazione di forte difficoltà, caratterizzata da calo dei volumi e delle produzioni, con conseguenti ricadute negative sull'occupazione, tra riduzioni produttive e ricorso alla cassa integrazione.È importante la decisione di non chiudere plant in Europa e abbiamo apprezzato alcune scelte volte a rafforzare le missioni produttive degli stabilimenti italiani, attraverso conferme e nuovi lanci industriali: Pomigliano con il progetto E-Car, Melfi con la nuova C-Suv Alfa Romeo e Atessa con il lancio produttivo della nuova generazione di Lcv Large Van", ha commentato Ferdinando ULiano, segretario generale della Fim Cisl.
"Ribadiamo però la necessità di risposte concrete - sottolinea - per tutte le realtà di Stellantis nel nostro Paese, in particolare per Cassino e Termoli. Per Cassino servono assegnazioni produttive e nuovi investimenti. Abbiamo preso atto della volontà del gruppo Stellantis di garantire continuità al plant e del lavoro in corso su nuove partnership, non ancora finalizzate, per rafforzarne la missione produttiva. Tuttavia, riteniamo non più rinviabili decisioni che portino a una soluzione concreta e di prospettiva positiva per uno stabilimento che, dall'inizio dell'anno, ha lavorato soltanto 19 giorni. Nel prossimo incontro dedicato all'Italia, che si terrà a breve con il Gruppo, ci aspettiamo risposte precise e concrete. In caso contrario, daremo seguito agli impegni assunti con i lavoratori durante l'ultima manifestazione di Cassino, promuovendo ulteriori iniziative. Riteniamo importante che si adottino scelte su Termoli con nuove assegnazioni di future produzioni e assemblaggio di batterie. Come è fondamentale su Mirafiori rafforzare l'attuale offerta produttiva. È necessario poi comprendere la tempistica dei due modelli Maserati con due nuovi modelli di segmento E, che verranno presentati a dicembre, e quali effetti potrebbero esserci sugli stabilimenti di Cassino e Modena dove oggi si producono i modelli del Tridente. È inoltre fondamentale rafforzare la strategia sui brand di Alfa Romeo e Maserati".
Rodolfo Ricci
