Un “botta e risposta” interessante e partecipato. I delegati e le delegate della Fai Cisl milanese hanno dialogato con l’arcivescovo ambrosiano Mario Delpini. L’iniziativa si è tenuta ieri nel palazzo della Curia, a pochi passi da piazza del Duomo, invasa da turisti e sportivi in città per le Olimpiadi invernali. I lavoratori e le lavoratrici, dipendenti di grandi aziende dell’industria alimentare ma anche in rappresentanza dei settori agricolo e del florovivaismo, hanno potuto rivolgere al religioso una decina di domande sui temi più svariati: sul lavoro, ovviamente, ma anche sulla società multietnica, sul modo di fare impresa oggi, sul dominio della finanza, sul rapporto con i figli, sul ruolo della Chiesa, sull'esperienza delle fede, sulle guerre e le divisioni nel mondo e altro ancora.
“Ribadisco che la Chiesa siamo tutti, siete voi – ha sottolineato l’arcivescovo -, e il sindacato ha un ruolo fondamentale. La complessità del presente deve essere affrontata con motivazione e competenza, senza rassegnazione, coltivando speranza e fiducia, entrando nel merito dei problemi, studiando le condizioni e individuando la strada da percorrere. Se l’organizzazione delle multinazionali e delle grandi compagnie impedisce una gestione locale delle decisioni, non ci si può fermare, occorre un interlocutore politico perché non può essere la finanza – che è un mostro potente che non ha paura di nessuno -, a governare il mondo. La finanza è una perversione dell’economia perché i soldi oggi servono solo per fare altri soldi. Se non raggiungiamo i luoghi in cui si decidono le sorti del mondo è chiaro che perdiamo il volto dell’umano. Un primo passo concreto, in tale senso, è creare rapporti intergenerazionali, Per dire qualcosa ai giovani, gli adulti dovrebbero dimostrare di essere contenti di esserlo”.
Nel corso della mattinata il religioso ha rivolto un pensiero particolare alla Cisl.
“Voglio sottolineare l’importanza della presenza del sindacato di ispirazione cristiana nel lavoro – ha detto -, con la conoscenza di ciò che dice la Dottrina sociale della Chiesa e i principi da mettere in pratica. Per esempio, interroghiamoci su cosa voglia dire la persona al centro o la responsabilità sociale dell’imprenditore, quando, magari, quest’ultimo è un’entità astratta, distante. La nostra civiltà lombarda ha qualcosa di speciale, nella valorizzazione della persona, essendo capace di incidere nella realtà, basti pensare all’associazionismo, alle tante reti confronto, alla cooperazione. Quindi, forse, abbiamo un motivo in più per incoraggiare i lavoratori, anche coloro che vengono da altri Paesi. Quando parliamo di valori come la verità, la gioia, la speranza, ci troviamo, talvolta, davanti a un muro. Ma io dico che nei muri si creano delle crepe, per esempio quando l’altro è nella prova e nel dolore, che diventano fessure che possono portare dei bagliori di luce nell’impenetrabilità”.
All’iniziativa, coordinata da Salvatore Ciarlone del direttivo della Fai Cisl milanese, sono intervenuti i segretari generali della categoria in Lombardia e a Milano, Daniele Cavalleri e Gennaro De Falco, e il segretario generale della Cisl territoriale Giovanni Abimelech. Presente anche il vicario episcopale monsignor Luca Bressan.
“L’incontro con l’arcivescovo Delpini è stato un’occasione preziosa di dialogo - ha osservato De Falco – che ci ha offerto tanti spunti di riflessione, che hanno toccato profondamente i sentimenti dei delegati e delle delegate impegnati ogni giorno nei luoghi di lavoro a rappresentare i loro colleghi e le loro colleghe. Lavoratori e lavoratrici che hanno bisogno di aiuto, di essere ascoltati e rassicurati. In questo ruolo di sindacalisti partiamo da un punto fermo: i valori della Dottrina sociale della Chiesa sono uno stimolo quotidiano per operare al meglio e riaffermare la centralità della persona, ancora di più quando i meccanismi perversi della finanza sembrano andare in una direzione opposta”.
Prima della consegna di alcuni riconoscimenti da parte dell’arcivescovo, in primis proprio a De Falco, è stato Abimelech a prendere la parola con una proposta molto concreta. “I dipendenti a Milano sono 653 mila – ha detto il segretario cislino -: se tutti i datori di lavoro donassero 1 euro al mese per dipendente si arriverebbe a una cifra di oltre 7 milioni di euro e se 1 euro fosse dato anche dai lavoratori a 15 milioni che si potrebbero destinare a uno strumento virtuoso che già abbiamo come la Fondazione Welfare Ambrosiano - nella quale sono presenti i sindacati, la Camera di commercio e le istituzioni -, vedendo insieme dove sono problemi o quante case si possono ristrutturare. È poco: è un niente che diventa uno spiraglio di solidarietà”.
Quella crepa nel muro richiamata da monsignor Delpini, che può portare dei bagliori di luce.
Mauro Cereda

