Mercoledì 22 aprile 2026, ore 14:48

Salone del Mobile Milano

Una stupenda fiera dei sogni e brand del made in Italy

L’arredo, il settore del mobile italiano e quando attinente alla casa non è soltanto un valore economico, ma anche fortemente sociale. Perché la casa è intimità, stare con se stessi, con i propri cari, con la famiglia, cellula base della società. Per questo il Salone internazionale del Mobile alla Fiera di Rho, giunto all’edizione 64, ed averlo seguito da lunga data, si comprende come narri e spieghi la storia italiana attraverso le mutazioni di ciò che sta dentro alla casa. Dal mobile finto antico degli anni ‘60-’70, che era orgoglio per chi con questo riempiva la casa anche a costo di sacrifici e cambiali, al quasi minimalismo del terzo millennio, dove le linee sono squadrate e l’arredo è essenziale. Crescita dei single, crollo dei matrimoni e quindi dell’arredamento per la vita, sostituito da low cost, che deve essere dignitoso ma adeguato alla coppia non ufficializzata dalla vera al dito, oppure sposata ma poi separata e persino divorziata. Milano racconta tutto questo pur restando una stupenda fiera dei sogni e brand del made in Italy tra i più eccellenti del Bel Paese. Resiste la fascia alta e costosa anche in forza di un export tra i migliori al mondo. In tutto ciò il settore mobili stima per il 2025 un fatturato da 26,7 miliardi di euro. Primo in Europa dove dietro di noi la Germania si ferma sotto i 22. Sono 1.169, secondo i dati FederlegnoArredo, le imprese organizzate in undici associazioni di settore. E se poi si prende il comparto nelle sua interezza e non solo il mobile, la salita economica è vertiginosa e soltanto nel mercato interno vale 33 miliardi. E se l’expo resta un fiore all’occhiello, tuttavia le recenti vicissitudini politiche globali hanno fatto calare l’expo, soprattutto verso gli Usa per comprensibili motivi, dollaro debole compreso. Calo che tocca un meno 8,2%. Poco male però, in quanto l’arredo prodotto dalle nostre industrie compensa la scivolata oltreoceano con altri mercati per cui, alla fine, sale persino di un filo: 0,1% a gennaio- febbraio dell’anno in corso. In calo l’export anche verso Svizzera e Cina, nel 2025 a farci recuperare sono state Turchia, Marocco, Regno Unito, Paesi Bassi e Portogallo. Ad esempio il novembre 2025 ha visto forte export verso Turchia, Paesi Bassi, Canada, Emirati Arabi Uniti e Cina, che nell’undicesimo mese dell’anno si è risvegliata anche se ci ha dato poca soddisfazione nei restanti datati 2025. Decisamente notevoli i dati di Turchia con un più 43,5% e Canada, con crescita del 9%. Guardando al passato per capire il presente e provare a immaginare il futuro, dopo il calo per il Covid, il 2021 aveva regalato un rimbalzo del + 25,1%. Minimamente poi eroso da anni a seguire, che avevano registrato lievi cali fisiologici dopo un incremento tanto forte. Lo scorso anno la produzione industriale dei mobili ha segnato +3,5% sul 2024. Ad inaugurare il Salone è stata la stessa premier Giorgia Meloni che, allargando il discorso all’intera filiera del settore, ha sottolineato come il fatturato totale superi i 50 miliardi, il 2,3% del Pil, occupando 300mila addetti, con forte export che omaggia il Made in Italy. Salone Ambasciatore del design italiano nel mondo, siglato dalla firma di una Convenzione quadro per promuovere e sostenere iniziative per il rafforzamento della proiezione internazionale del design italiano nel legno-arredo. Presente il ministro Tajani, sottoscritta dal dg per la promozione delle Esportazioni, Mauro Battocchi e dal presidente FederlegnoArredo, Claudio Feltrin.
Dino Frambati

( 22 aprile 2026 )

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