Via libera, in Conferenza Stato-Regioni, al primo Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza. L'annuncio, dato dal viceministro del Lavoro, Maria Teresa Bellucci, arriva grazie all’impegno del Cipa e al contributo indispensabile del Terzo settore, delle parti sociali e delle categorie professionali, come sottolineato dallo stesso viceministro: “da oggi l’Italia ha una programmazione nazionale specificamente dedicata agli anziani fragili e non autosufficienti”.
Il piano, che rappresenta uno strumento nuovo nato all’interno della riforma della non autosufficienza, si inserisce, secondo il viceministro al Lavoro, “in una strategia che il Governo ha accompagnato con risorse importanti: il Fondo nazionale per le non autosufficienze, destinato a sostenere i due nuovi Piani previsti dalle recenti riforme, per gli anziani e per la disabilità, dispone complessivamente di 3 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, destinati a finanziare gli interventi rivolti alle persone non autosufficienti under e over 70”. Un passaggio fondamentale per Bellucci per accompagnare la persona anziana dalla prevenzione della fragilità e della perdita di autonomia alla presa in carico della non autosufficienza, grazie alla realizzazione di interventi personalizzati, ad una maggiore integrazione tra assistenza sociale e sanitaria, al rafforzamento dei servizi territoriali e domiciliari, e al sostegno che sarà possibile offrire sia alle famiglie e sia ai caregiver. E proprio facendo riferimento a quest'ultimo punto, Bellucci ha rimarcato l'importanza delle cure che vengono date ai più fragili soprattutto nelle proprie abitazioni: “vogliamo che la casa sia, ogni volta che è possibile, il primo luogo di vita e di cura e che nessuna famiglia venga lasciata sola davanti alla non autosufficienza.” Una condizione, quella della fragilità e della necessità di sostegno quotidiano, che pone il nostro Paese di fronte a sfide importanti, proprio perché l'Italia, come sottolineato dal viceministro, “è una delle Nazioni più longeve al mondo e questa conquista ci impone di affrontare la trasformazione demografica con una strategia all’altezza, capace di tenere insieme invecchiamento attivo, prevenzione, autonomia, assistenza e cura”. Gli anziani, come aggiunto da Bellucci, rappresentano una risorsa preziosa per le comunità e “vogliamo garantire loro non soltanto una vita più lunga, ma una vita più autonoma, dignitosa e ricca di relazioni”. Una programmazione nazionale specificamente dedicata agli anziani fragili e non autosufficienti salutata con favore anche da Francesco Zaffini, presidente della Commissione Lavoro, sanità e previdenza sociale del Senato e relatore della legge 33 del 2023, il quale ha sottolineato come l'intesa raggiunta permetta il passaggio della riforma dell’assistenza agli anziani dalla cornice normativa alla fase operativa. Una riforma che, per Zaffini, non è più soltanto una legge: “oggi comincia a diventare una politica concreta dello Stato, un passaggio fondamentale che da’ attuazione a una parte importante della riforma. Come relatore della legge 33 del 2023 - ha dichiarato Zaffini - ho seguito direttamente un percorso che aveva l’obiettivo di dare finalmente all’Italia una strategia organica per affrontare l’invecchiamento della popolazione e la non autosufficienza. Per la prima volta - ha proseguito - il nostro Paese dispone di una programmazione nazionale che integra assistenza sanitaria e sociale, servizi territoriali e domiciliari, prevenzione e sostegno alle famiglie e ai caregiver”. Importante per Zaffini anche l'ammontare delle risorse messe a disposizione del Fondo nazionale per le non autosufficienze nel triennio 2025-2027, grazie alle quali, per il relatore della legge 33, la riforma non rimane solo sul piano dei princìpi, ma comincia a tradursi in programmazione, risorse e interventi, per dare risposte a quella che sarà una delle sfide più importanti a cui è chiamato a rispondere il nostro Paese nei prossimi anni. “La sfida demografica - ha concluso il presidente Zaffini - ci impone di costruire un modello capace di prevenire la fragilità, preservare il più a lungo possibile l’autonomia. La legge 33 ha posto le basi di questo nuovo modello e il Piano approvato oggi rappresenta un passo concreto per garantire più autonomia, dignità e qualità della vita agli anziani e alle loro famiglie”.
Un Piano sul quale è arrivata l’intesa grazie ad una convergenza significativa tra i diversi livelli istituzionali che è stata accolta benevolmente anche dal presidente nazionale dell’Associazione italiana cultura sport, Bruno Molea, secondo il quale “quando si parla di non autosufficienza, di famiglie, di caregiver e di persone anziane fragili, la capacità di costruire intese ampie deve prevalere sulle appartenenze politiche”. Per Molea, la possibilità di avere a disposizione un quadro più definito, “può offrire agli operatori, agli enti locali e alle organizzazioni del Terzo settore maggiori possibilità di programmare servizi di prossimità, interventi domiciliari e azioni di prevenzione”. Come sottolineato da Molea, per l’Aics “invecchiamento attivo, socialità, prevenzione dell’isolamento e sostegno alle fragilità sono ambiti nei quali sport sociale, associazionismo e Terzo settore possono dare un contributo importante”, facendo sì che il Piano si possa tradurre in servizi accessibili, continuativi e realmente capaci di accompagnare le persone anziane e le loro famiglie nei territori.
Anna Taverniti

