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Contratti

Metalmeccanici, su salario nessun passo avanti

"Chiedo a Federmeccanica più coraggio su orari e contrattazione territoriale altrimenti il rinnovamento sarà il solito slogan vuoto" così il segretario generale della Fim- Cisl, Marco Bentivogli, in occasione del nono incontro per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici dedicato oggi ai temi di orari, smartworking, maternità e paternità, appalti, Jobs Act, reperibilità e malattia. Su questi punti, "le posizioni espresse da Federmeccanica hanno registrato la quasi totalità di risposte negative. Correlare le 32 ore di Par (permessi annui retribuiti) alla presenza, prevedendo addirittura l’azzeramento sotto le 1280 ore, è esemplare nel riconfermare un’idea arcaica di lavoro, di produttività contraddittoria rispetto al presente e al futuro del lavoro nell’industria manifatturiera", prosegue il numero uno della Fim. "Continueremo a sfidare l’associazione degli imprenditori ad abbandonare queste posizioni e a fare passi in avanti verso uno schema di orari più vicini alle esigenze dei lavoratori e dell’impresa anche attraverso l’uso di sistemi di orario a menù" ovvero, come già previsto in alcuni contratti, di orari più flessibili.

Quanto all’inquadramento professionale, per il leader delle tute blu della Cisl, “è necessario ammodernare la proposta fatta nel 2007 dal sindacato unitariamente e allora respinta da Federmeccanica”. L’ipotesi è di sviluppare una cornice di accordo, definendo i tempi e le modalità d’implementazione nelle aziende. “Se vogliamo costruire una semplificazione vantaggiosa per il lavoratore è necessario passare dalla logica delle categorie ingessate ad un sistema a fasce professionali in grado di descrivere, misurare, far crescere e valorizzare economicamente le professionalità dei lavoratori”.

Bentivogli però avverte: “Il fattore tempo è determinante per dare concretezza all’obiettivo di riforma”.

Anche sulla partecipazione e relazioni sindacali la Fim Cisl ha invitato Federmeccanica ad osare di più. “Se la strada è la ricerca di condivisione, e non di scontro - sottolinea il sindacalista - dobbiamo ampliare e rafforzare i livelli di informazione e consultazione e di partecipazione dei lavoratori e delle organizzazioni di rappresentanza”. La Fim punta ad un livello di semplificazione ai vari livelli, con standard d’informazione e livelli di partecipazione con il crescere della classe dimensionale, passando dai livelli d’informazioni a quelli di consultazioni. “Da questo contratto - conclude Bentivogli - deve partire una svolta apripista della Partecipazione nelle relazioni industriale con una tastiera di strumenti riferite alle diverse tipologie aziendali”.

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid)

( 25 febbraio 2016 )

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