Domenica 18 gennaio 2026, ore 21:17

Lavoro 

Allarme Confcommercio sui contratti pirata nel terziario e nel turismo 

Confcommercio lancia l'allarme sui contratti pirata, quelli firmati da sigle minori. Il fenomeno del dumping contrattuale, particolarmente diffuso in settori strategici per l'economia italiana come terziario e turismo, mina la produttività, indebolisce il tessuto imprenditoriale e frena la crescita del Paese. In Italia sono depositati presso il Cnel oltre mille contratti collettivi nazionali di lavoro, ma solo una parte è sottoscritta da organizzazioni realmente rappresentative. Nei soli settori terziario e turismo si contano più di 250 contratti, ma la maggioranza dei lavoratori è coperta da pochi ccnl, tra cui il ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi firmato da Confcommercio, il più applicato in Italia con circa 2,5 milioni di addetti. I cosiddetti contratti pirata sono oltre 200 e riguardano circa 160mila dipendenti e oltre 21mila aziende. Tra questi, quelli più rilevanti per numero di addetti includono i contratti Anpit con, rispettivamente, 56.743 e 35.870 dipendenti, e il contratto Cnai con 15.174 dipendenti. Il fenomeno, in costante crescita soprattutto tra le micro-imprese e le cooperative, crea anche squilibri territoriali perché si concentra nelle aree economicamente più fragili, soprattutto nel Mezzogiorno. I lavoratori a cui vengono applicati questi contratti si trovano con: salari ridotti, fino a quasi 8.000 euro di retribuzione annua lorda in meno rispetto al ccnl Confcommercio; integrazioni per malattia o infortunio ridotte, al 20-25% contro il 100% del contratto Confcommercio; meno ferie, permessi e scatti di anzianità; indennità ridotte o assenti; orari lunghi senza compensazioni; flessibilità accentuata senza garanzie; carenza o totale assenza di molte forme e strumenti di welfare, come la sanità integrativa e la previdenza complementare. Pesanti i contraccolpi macroeconomici: 339 milioni euro di minor gettito contributivo, minore gettito tributario per 214 milioni di euro. Dunque, un minore gettito complessivo per la pubblica amministrazione pari a 553 milioni di euro.
Il dumping contrattuale è una patologia che richiede interventi strutturali. Confcommercio propone di rafforzare il criterio del ccnl ”più protettivo” per la valutazione dell'equivalenza contrattuale; istituire un sistema auto-definito dalle parti per la misurazione della rappresentatività sindacale e datoriale; delimitare e riconoscere i perimetri contrattuali attraverso un dialogo strutturato; potenziare gli strumenti di vigilanza e monitoraggio con un indice di qualità contrattuale; rendere obbligatoria l'indicazione del Codice Unico Alfanumerico del ccnl nel contratto individuale di lavoro e garantirne l'interoperabilità in tutte le banche dati pubbliche; rafforzare la bilateralità come strumento di certificazione della qualità contrattuale.
Giampiero Guadagni

( 1 ottobre 2025 )

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