L’Ilva fa un altro passo verso l’uscita dall’emergenza. Dopo la ripartenza dell’altofrono 1, all’inizio di agosto, ora a rimettersi in moto è l’altoforno 2, sequestrato senza facoltà d’uso dal 18 giugno a seguito della morte di un operaio, Alessandro Morricella, investito da una colata di ghisa incandescente.
A prendere la decisione è stata la Procura di Taranto, che ha accolto la richiesta di rimozione dei sigilli presentata dall’azienda. Ma il dissequestro non è ancora definitivo, bensì sotto condizione: Ilva dovrà provvedere entro la fine di ottobre agli interventi necessari a garantire le condizioni di sicurezza a chi opera sull’altoforno 2. Se così non fosse, l’impianto tornerebbe sotto sequestro e, contemporaneamente, verrebbero avviate le procedure di spegnimento.
In ogni caso tra i sindacati è tornato l’ottimismo: “Certo, c'e' ancora tantissimo da fare, non si puo' parlare di ripresa dell'azienda, ma questi segnali sono incoraggianti. Forse - dice il segretario della Fim di Taranto Brindisi MImmo Panarelli - siamo fuori dal periodo piu' difficile, dall'emergenza vissuta dal 2012 al 2014".
