Lunedì 27 aprile 2026, ore 1:03

Manovra 

La luce non si accesa

Non sarà introdotto il contributo di solidarietà per i redditi più alti, per far fronte al rincaro delle bollette. La misura proposta in Consiglio dei ministri dal premier Draghi è stata cassata vista la spaccatura del governo e la contrarietà di Lega, Fi e Iv. Lo stanziamento contro il caro bollette in manovra salirà in tutto di circa 800 milioni. Le risorse arriveranno per circa 500 milioni dal tesoretto della riforma di Irpef e Irap per il 2022 e per circa 300 milioni da altri fondi reperiti in bilancio e non utilizzati appieno. In tutto quindi per il primo trimestre del prossimo anno ci sarà un intervento da 2,8 miliardi.

Secondo lo schema illustrato da Mario Draghi ai sindacati, il rinvio della decurtazione dell'imposta per i redditi più alti avrebbe fruttato circa 280 milioni di euro che sarebbero stati destinati al fondo in favore dei cittadini in difficoltà.

L’intesa, ragginunta in Cdm senza un voto formale di un emendamento che dovrebbe essere presentato direttamente in Parlamento, lascia immutati, nella manovra, il taglio strutturale di 7 miliardi di Irpef e 1 miliardo di Irap a partire dal 2022, mentre il miliardo e mezzo del tesoretto andrà, per il 2022, alla decontribuzione per i dipendenti sotto i 35 mila euro di reddito.

Prima del Consiglio dei ministri e dopo la cabina di regia sulla manovra e sul taglio delle tasse, il presidente del Consiglio ha sentito telefonicamente i sindacati, come concordato al termine dell’ dell’incontro di giovedì sera a Palazzo Chigi.
Un confronto ”importante”, ha sottolineato il leader della Cisl Sbarra che spiega: ”L’85 per cento degli sgravi verrà destinato alle fasce di reddito al di sotto dei 50 mila euro per lavoratori dipendenti e pensionati. Di questi, quasi il 50 per cento riguarderanno i redditi fini a 28000 euro. Abbiamo comunque chiesto di rafforzare ulteriormente la distribuzione dei vantaggi per le persone collocate nelle fasce di reddito basso e medio basse, che sono quelle che hanno pagato e continuano a pagare pesantemente il prezzo della crisi e della pandemia”. La Cisl apprezza poi che il fatto che ”il Governo mette a disposizione un ulteriore miliardo e mezzo per la decontribuzione ai lavoratori dipendenti in fasce al di sotto dei 47 mila euro. È una misura temporanea, ma abbiamo chiesto che diventi strutturale e, nel caso venga confermata”.
Il Governo si è impegnato ad anticipare i tempi del confronto per la riforma complessiva del fisco anche per affrontare il tema della lotta alla evasione ed elusione. Disponibilità anche ad aumentare la no tax area per i pensionati fino a 8500 euro. Inoltre, il ministro del Lavoro Orlando ha proposto in Consiglio dei ministri di avviare il tavolo di riforma delle pensioni che sarà convocato tra due settimane e di riprendere il percorso per l'approvazione delle misure antidelocalizzazioni da approvare prima della fine dell'anno. Il tavolo dovrebbe essere convocato a Palazzo Chigi.
Sbarra parla di ”prime conquiste importanti per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Ovviamente tutto ciò non basta, occorre fare di più per rispondere più compitamente alle nostre proposte e rivendicazioni”.
Cgil e Uil si dichiarano insoddisfatte ”Con questa riforma dell’Irpef vengono penalizzate le classi economiche tra zero e 26 mila euro”, insiste il numero uno di Via Lucullo Bombardieri. ”Senza risposte adeguate rafforzeremo la mobilitazione”, afferma da parte sua il leader della Cgil Landini.

Giampiero Guadagni

 

( 2 dicembre 2021 )

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