Sabato 7 marzo 2026, ore 4:12

Istat 

Mercato del lavoro, continua il trend positivo 

Disoccupazione ai minimi storici in Italia. A gennaio, secondo le stime dell'Istat, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1% (-0,4 punti), toccando il valore più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. In calo anche il tasso di disoccupazione giovanile che si attesta al 18,9% (-1,9 punti). La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-7,1%, pari a -99mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d'età. Il tasso di inattività sale al 33,9% (+0,1 punti): la crescita tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a +35mila unità) è sintesi dell'aumento tra le donne e della diminuzione tra gli uomini. Il numero di inattivi sale tra i 15-24enni, cala tra i 25-49enni e resta sostanzialmente stabile tra chi ha almeno 50 anni d'età. Sul fronte dell'occupazione, sempre a gennaio, l'aumento degli occupati, +0,3%, pari a +80mila unità, coinvolge gli uomini, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d'età, ad eccezione dei 15-24enni che risultano in diminuzione; sostanzialmente stabile l'occupazione per le donne. Il tasso di occupazione sale al 62,6% (+0,2 punti), invariato rispetto ad un anno prima. Il numero di occupati supera quello di gennaio 2025 dello 0,3%, pari a +70mila unità; l'aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d'età e di una sostanziale stabilità tra gli uomini. A gennaio il numero di occupati, pari a 24 milioni 181mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L'aumento coinvolge sia i dipendenti - permanenti (16 milioni 455mila) e a termine (2 milioni 449mila) - sia gli autonomi (5 milioni 277mila). L'occupazione aumenta anche rispetto a gennaio 2025 (+70mila occupati in un anno), per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+71mila) e degli autonomi (+195mila) a fronte del calo dei dipendenti a termine (-196mila).
Commenta il segretario confederale della Cisl Pirulli: il dato Istat ”è certamente un fatto incoraggiante. L’incremento di occupati è determinato dalla crescita dei rapporti stabili e soprattutto del lavoro autonomo, a fronte di un marcato calo dei dipendenti a termine”. Quanto all’aumento degli inattivi, quasi esclusivamente tra giovani 15-24 anni e donne, ”é un dato che andrà osservato nei prossimi mesi per capire se indichi un aumento dei percorsi di studio oppure un ampliamento dell’area dei Neet”. Nel complesso ”emerge un mercato del lavoro ancora in crescita, ma meno dinamico rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia: la spinta espansiva del periodo post-Covid appare esaurita, pur senza segnali di inversione ciclica. Sullo sfondo resta la grande questione demografica, con le stime che indicano il rischio di perdere fino a un terzo della forza lavoro entro il 2060”. Per questo, conclude Pirulli, ”è necessario rafforzare le politiche di sviluppo, soprattutto in vista della progressiva conclusione degli investimenti del Pnrr, e al tempo stesso valorizzare il grande potenziale ancora inutilizzato di donne e giovani nel mercato del lavoro. Serve una grande alleanza tra sindacati, associazioni datoriali e Governo per sostenere crescita, qualità del lavoro e partecipazione, mettendo al centro politiche industriali, investimenti, formazione e buona occupazione”.
Sempre dall’Istat gli ultimi dati sulla crescita economica. Nel quarto trimestre del 2025 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al Pil. La crescita acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%. La crescita acquisita, cioè la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno, è pari allo 0,3% per il 2026.
Giampiero Guadagni

( 4 marzo 2026 )

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