”I risparmi su prestiti che l'Italia ha avuto con il Pnrr sono soldi nazionali, non risorse europee”, sottolinea il ministro dell'Economia Giorgetti rispondendo a margine dell'Eurogruppo sulla copertura del provvedimento per l'abolizione del bollo per alcuni veicoli. Un portavoce della Commissione Ueo, interpellato sull'abolizione del bollo, aveva spiegato che ”i servizi della Commissione valuteranno questa misura alla luce della Relazione per Paese 2026 e delle Raccomandazioni specifiche per Paese 2026, nel contesto del prossimo Semestre europeo 2027”. Giorgetti ribadisce: ”Sono risorse del bilancio dello Stato: il Governo e soprattutto il Parlamento ne dispongono come meglio ritengono”.
La norma non è ancora arrivata in Parlamento e già si pensa a modifiche estensive. Si ragiona su come alzare la soglia per le famiglie numerose o come consentire di aiutare anche chi l'auto la usa per lavoro (e magari supera l'attuale limite di esenzione). Ma c'è anche chi propone di rivedere il superbollo, quello aggiuntivo che si applica sulle auto potenti e che da tempo si pensa di alleggerire.
E di fronte alle perplessità, quando non vere e proprie critiche, che arrivano dalle opposizioni Giorgetti replica: ”L'abolizione del bollo auto sicuramente è un passo che proseguirà e abbiamo intenzione di renderlo strutturale. Ma abbiamo fatto tantissimo anche negli anni scorsi sul cuneo fiscale e contributivo nell'ordine diversi miliardi: questo non è stato esattamente percepito. Ha fatto più clamore l'eliminazione del bollo rispetto ai 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi”.
Il bollo auto diventa insomma un altro capitolo di rilievo da aggiungere ad una manovra che si propone di alleggerire l'Irpef tra i 50 e i 60mila euro e di riproporre bonus per favorire i rinnovi contrattuali e l'aumento dei salari per i giovani.
Sul tema interviene la segretaria generale della Cisl Fumarola: ”Siamo stati sempre contrari a tasse sulle proprietà, pensiamo che l'abolizione del bollo auto sia una scelta trasversale, ma che non basta. Sulle politiche fiscali, a partire dalla manovra bisogna riconsiderare la seconda aliquota Irpef. Noi chiediamo che si arrivi al 32% e si allarghi la forbice alla soglia dei 60 mila euro di reddito, pensiamo che bisogna assolutamente continuare a detassare, ma rendendo strutturali questi interventi”.
Prosegue intanto il confronto tra sindacati e imprese su rappresentanza e modello contrattuale. Nel corso del nuovo appuntamento tra Cgil Cisl Uil e le 14 sigle datoriali, sempre nella sede di Confindustria, le imprese hanno illustrato una prima proposta sui principi generali sulla rappresentanza e sulla contrattazione collettiva, con i punti per la misurazione della rappresentanza datoriale e sindacale e gli ambiti di esercizio della contrattazione collettiva e perimetri contrattuali. Tra gli obiettivi centrali c'è l'individuazione dei contratti collettivi di riferimento per i vari settori, firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Tutti temi su cui comunque il confronto è aperto e sta andando avanti per lavorare sui testi e per fare sintesi, con l'obiettivo di arrivare all'accordo quadro interconfederale, che nelle intenzioni delle parti potrebbe essere chiuso a fine settembre. Lunedì pomeriggio il prossimo appuntamento.
Giampiero Guadagni
