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A Goteborg nasce il Pilastro europeo dei diritti sociali

Si è concluso con la firma ufficiale del Pilastro europeo per i diritti sociali da parte del presidente della Commissione europea Jean Claude Junker, il presidente del Parlamento Antonio Tajani e il primo ministro Estone Jüri Ratas il “summit sociale per il lavoro e la crescita equi” che si è svolto stamane a Göteborg, con la partecipazione di capi di Stato e di governo, responsabili delle istituzioni europee e leader delle associazioni di categoria e sociali europee.

"È un momento storico per l'Europa", ha dichiarato Juncker richiamando i 20 principi e diritti posti alla base del modello sociale europeo:  dal diritto a un'equa retribuzione al diritto all'assistenza sanitaria; dall'apprendimento permanente e una migliore conciliazione tra vita professionale e vita privata alla parità di genere e il reddito minimo.

"Il pilastro, e la dimensione sociale dell'Europa nel suo complesso,  - ha aggiunto il presidente della Commissione europea - avrà il peso che vorremo attribuirgli. Si tratta di una responsabilità comune, che prende il via a livello nazionale, regionale e locale, per la quale le parti sociali e la società civile svolgono un ruolo di primo piano. Pertanto, pur rispettando pienamente e inglobando i diversi approcci esistenti in tutta l'Europa, dobbiamo ora tradurre gli impegni in azioni concrete".

E qui si vedrà la reale intenzione dei governi, al di là dei proclami, di cambiare le politiche degli ultimi anni, concentrate sulla disciplina fiscale e i vincoli di bilancio pubblico a discapito della dimensione sociale dell'Unione.

Come ha ricordato il segretario generale della Ces, Luca Visentini, nel corso del suo intervento "si tratta di fare in modo che la dimensione sociale non sia un compenso per chi è rimasto indietro, ma abbia lo stesso livello di importanza delle libertà economiche".
Per questo, ha aggiunto "occorre che il pilastro sociale venga inquadrato nella governance economica, nel semestre europeo, e sostenuto da un bilancio Ue più forte".

"Se le istituzioni e i governi europei saranno in grado di rispondere a questo impegno - ha concluso Visentini - avranno i lavoratori al loro fianco".

 

( 17 novembre 2017 )

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