Mercoledì 11 febbraio 2026, ore 23:29

Ue

Competitività e industria, i dossier sul tavolo dei 27

Finito il tempo delle diagnosi. Nel bel mezzo di una Cina super produttiva e di uno Zio Sam sempre più protezionista, l’Ue è chiamata a mettere nero su bianco una strategia che non sia solo di sopravvivenza. I capi di Stato e di governo, insieme e Mario Draghi ed Enrico Letta, si chiudono in fortezza (il castello del sedicesimo secolo d'Alden Biesen) per capire tempi e modi della rifondazione del modello economico europeo, che passa necessariamente per una nuova competitività industriale e il rafforzamento del mercato unico. I cantieri aperti, secondo gli analisti sono almeno 5. La prima necessità nel marciare uniti è l’affermazione del made in Europe. La Commissione sta preparando un documento per stabilirne criteri chiari. Sui quali la compagnia si sta già dividendo. La Francia vuole riservare fondi pubblici europei alle industrie del continente; Germania, Italia, Svezia e i Paesi nordici temono che vincoli eccessivamente rigidi possano soffocare la crescita. Palazzo Berlaymont parla della necessità di una preferenza europea per creare mercati pilota in settori strategici (ancora da definire) e sostenere l'aumento della capacità produttiva. Germania e Italia, inoltre, sostengono il fronte della semplificazione, e chiedono moderazione legislativa. Von der Leyen sembra volerli assecondare. Dopo i 10 pacchetti omnibus, per risparmiare 15 miliardi di euro all'anno eliminando la burocrazia, Ursula von der Leyen vuole finire il lavoro, e propone una “profonda revisione normativa” per eliminare "disposizioni obsolete, sovrapposizioni, incoerenze e requisiti ridondanti”, come scrive nella lettera pre vertice inviata ai 27. C’è poi da completare il mercato unico, che è anche il mercato più grande del mondo (450 milioni di consumatori). Norme nazionali divergenti e l'applicazione non uniforme delle direttive ostacolano, infatti, gli scambi e i flussi di capitale tra gli Stati membri, in particolare in settori strategici come telecomunicazioni, energia, finanza e diritto societario. Per abbattere queste barriere, la Commissione si affida al 28esimo regime, che consentirebbe la creazione di una società in grado di negoziare, investire e raccogliere capitali in tutti gli Stati membri entro 48 ore, tramite un modulo digitale. I 27 dovranno anche capire come far uscire da uno stallo decennale l'Unione dei mercati dei capitali. L’obiettivo è mobilitare gli 800 miliardi di euro annui ritenuti necessari dalla relazione Draghi per finanziare la tecnologia digitale e la transizione verde, che diventano 1.200, se si include la difesa. Bruxelles mira a implementare il suo programma entro il 2027, per trasferire maggiori poteri all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, e unificare così i mercati frammentati. L’aspetto più geopolitico, infine, riguarda la dipendenza dalle materie prime critiche. Terre rare, tecnologie critiche, energia, tecnologia digitale, finanza, difesa: le vulnerabilità europee sono evidenti. L'UE vuole sviluppare una strategia industriale sistematica per gli investimenti e la riduzione del rischio, per ridurre la sua dipendenza critica dalla Cina per le terre rare, promuovendo un'autorità centrale per gli acquisti, modellata sul sistema giapponese. 
Pierpaolo Arzilla

( 11 febbraio 2026 )

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