Venerdì 9 gennaio 2026, ore 23:30

Scenari

“Fafo”, così fan tutti. Soprattutto Donald. Il 2026 comincia in modo esplosivo

Allacciate le cinture, questo 2026 si preannuncia ancor più turbolento del 2025 con Donald Trump pilota di una aereo globale impazziti. Del resto, “Fuck Around and Find Out” (Fafo) è una delle espressioni più gettonate dell’anno e sta a significare qualcosa come “ Fai lo stupido e vedrai le conseguenze”. Donald lo aveva elegantemente anticipato tra gli alberi di Natale: “Maduro deve fare attenzione al suo culo”. Detto, fatto. E ora stiano in guarda Colombia, Messico e Cuba. E, ovviamente, l’Iran. Il 2025 è stato un anno davvero ricco di notizie, ma un paio di storie in particolare hanno particolarmente scosso il mondo e suscitato l’interesse dei lettori del sito di notizie online “Politico”. Ecco le 20 storie più lette del 2025. E una sorpresa: sono state le macchinazioni politiche in Vaticano, non quelle negli Stati Uniti o in Ucraina, ad affascinare maggiormente i lettori di Politico. Di fronte alla prospettiva della sua morte, Papa Francesco ha preso provvedimenti per consolidare il suo programma riformista e garantire che il suo successore seguisse le sue orme. E’ stato l’articolo più letto sulla testata, che segna il termometro d’interesse dei lettori internazionali. Mentre Trump si preparava a imporre tariffe devastanti sull’Europa, l’Ue ha caricato il suo cosiddetto “bazooka commerciale”: in una situazione di stallo che avrebbe fatto impallidire il personaggio dell’Ispettore Callaghan, il caso Scorpio si colloca così al secondo posto del podio con medaglia d’argento. Medaglia di bronzo inaspettata: una delle storie più preoccupanti del 2025 è stata l’esplosione dei casi di morbo di Parkinson, che sono più che raddoppiati a livello globale negli ultimi 20 anni e si prevede che continueranno a farlo nei prossimi 20. Un neurologo che dirige una clinica e un team di ricerca riconosciuti a livello mondiale ha spiegato a Politico che la causa del Parkinson potrebbe essere la nostra esposizione alle sostanze chimiche e la supervisione carente dei pesticidi. Quarto posto, nella classifica delle notizie più lette su Politico, per i colloqui segreti degli alleati del presidente degli Stati Uniti con alcuni dei principali oppositori interni del leader ucraino, settimane dopo il rabbioso attacco di Trump a Zelensky nello Studio Ovale. Quinto posto per la Ue che chiude la porta agli Usa con un colossale piano di difesa: nel 2025 l’Ue si è infatti impegnata a dotarsi di un ambizioso piano di spesa per la difesa da 800 miliardi di euro, ma Washington, che ha in parte innescato la corsa dell’Europa a reggersi in piedi da sola denigrandola e tagliando gli aiuti all’Ucraina, è stata esclusa dal piano. Proprio quando Trump era vicino a siglare un accordo economico con l’Ucraina per estrarre le tanto ambite risorse naturali di Kiev, l’Ue si è fatta avanti con una proposta concorrente: sesto posto alla Ue che offre all’Ucraina un accordo minerario “win-win”. La notizia che JD Vance scatena la furia britannica mentre prende in giro il piano di mantenimento della pace dell’Ucraina conquista il settimo posto: mentre la coalizione dei volenterosi prendeva forma, con i paesi membri europei e il Regno Unito che elaboravano un piano per inviare truppe sul territorio ucraino, Vance sdegnò l’idea, scatenando la reazione negativa di Londra. In una sorprendente invettiva che ha dato il tono alla posizione tagliente dell’amministrazione Trump nei confronti dell’Europa, il vicepresidente americano ha attaccato duramente l’Unione europea su tutto, dalla libertà di parola alla politica migratoria. Una notizia da ottavo posto. Nono posto per Trump e Putin che stupiscono l’Europa con il piano di pace per l’Ucraina. Solo poche settimane dopo il suo insediamento, Trump ha confermato i peggiori timori degli europei quando ha chiamato il presidente russo Vladimir Putin, che in precedenza era rimasto nel congelatore diplomatico, e ha cercato di mediare con il Cremlino la fine della guerra in Ucraina, emarginando Kiev e Bruxelles. Decimo posto per gli enormi blackout che hanno paralizzato la fornitura di energia elettrica in Spagna e Portogallo. Un’interruzione di corrente di vasta portata in Spagna e Portogallo ha paralizzato entrambi i Paesi, con conseguenze di ogni tipo, dai trasporti pubblici ai semafori, dagli ospedali alle centrali nucleari. Dal canto suo, il presidente francese Emmanuel Macron, che non ha vissuto esattamente il suo anno migliore, ha guidato l’attacco europeo per rispondere alle perturbazioni di Trump con un incontro di crisi a Parigi. Macron che convoca un vertice europeo d’emergenza su Trump conquista l’undicesimo posto. Dodicesimo posto per la Ue che offre a Trump la rimozione di tutti i dazi industriali: le tariffe punitive di Trump hanno sconvolto l’economia globale e, nel tentativo di ottenere un accordo migliore, Bruxelles ha offerto di abolire le tariffe su prodotti industriali come automobili e prodotti chimici se Washington avesse fatto lo stesso. Sappiamo come è andata. Gli sforzi di Trump per siglare un accordo economico con l’Ucraina hanno fatto suonare un campanello d’allarme a Mosca e hanno provocato la risposta del portavoce capo del Cremlino. Tredicesimo posto per la Russia che chiede a Trump: ritiratevi dalle terre rare dell’Ucraina. Trump accusa l’Ucraina per la guerra di Putin e lascia l’Europa sotto shock. L’insistenza del leader americano sul fatto che l’Ucraina fosse responsabile della propria invasione e la ripetizione a pappagallo dei punti di vista del Cremlino non sono stati esattamente graditi ai governi europei, tanto che un portavoce ha definito le sue osservazioni “spesso incomprensibili”. Notizia che ha conquistato il quattordicesimo posto nell’interesse degli attenti lettori di Politico. Solo al quindicesimo posto troviamo lo storico aspro scontro nello Studio Ovale tra Trump e il vicepresidente JD Vance con Zelensky, che ha inorridito i leader europei e ha visto Bruxelles opporsi a Washington in un importante punto di svolta per le relazioni transatlantiche. Il presidente americano, con un atteggiamento transazionale, ha puntato lo sguardo sulle terre rare dell’Ucraina, gli elementi e i minerali essenziali per la produzione di tecnologie moderne, chiedendo a Kiev di sborsare le sue risorse naturali in cambio dell’aiuto di Washington per respingere l’invasione russa: ma questo non è piaciuto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che si è rifiutato di firmare un accordo redatto da Washington per cedere metà dei minerali di terre rare del suo Paese alle aziende americane. Rispettivamente diciassettesimo e sedicesimo posto. Agli ultimi tre posti nell’interesse dei lettori troviamo le elezioni canadesi di primavera che hanno visto la schiacciante vittoria dell’attuale Primo Ministro Mark Carney e la spettacolare caduta del leader conservatore Pierre Poilievre, che non è riuscito a mantenere il proprio seggio. Ancora, l’ingresso di Pyongyang nella guerra in Ucraina a fianco del Cremlino, una delle storie più sorprendenti del 2024, si piazza in diciannovesima posizione. Mentre i combattimenti continuavano nel 2025, la fanteria nordcoreana si è dimostrata composta da combattenti altamente qualificati, non solo pedine sacrificabili, secondo Kiev. Le truppe nordcoreane sono ben lungi dall’essere “carne da cannone”, hanno affermato i soldati ucraini. Non ha destato interesse, infine, l’Europa che pensa l’impensabile: una rappresaglia contro la Russia. Mentre il Cremlino lanciava un’ondata di attacchi ibridi contro i paesi membri europei, dalle minacciose incursioni di aerei da combattimento ai misteriosi avvistamenti di droni, Politico si chiedeva: cosa ci vorrebbe per far reagire finalmente l’Europa? Ma ai lettori non è sembrata riflessione di interesse, tanto da porla al ventesimo e ultimo posto della classifica. 
Raffaella Vitulano

( 8 gennaio 2026 )

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