L'Orban uscente ha detto sì. Il voto favorevole dell’Ungheria sblocca il nuovo programma di aiuti da 90 miliardi destinato all’Ucraina, per il biennio 2026-2027. A livello COREPER, il principale organo preparatorio del Consiglio dell'Unione europea, gli ambasciatori degli Stati membri dell'Unione Europea hanno approvato non solo il prestito a Kiev, ma anche il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il provvedimento sarà ora sottoposto alla procedura scritta, in vista dell'adozione definitiva da parte del Consiglio. Tale procedura dovrebbe concludersi nel pomeriggio di oggi, secondo quanto affermato dalla presidenza cipriota dell’UE. Budapest ha acconsentito ad avviare queste misure, ma ha sempre subordinato l'approvazione finale alla ripresa delle forniture di petrolio russo per mezzo dell'oleodotto Druzhba, che attraversa l’Ucraina, e che Kiev ha riattivato mercoledì, secondo quanto riferito da un funzionario ucraino citato dall’agenzia France Presse. “Alle 12.35 è iniziato il transito di petrolio” nella sezione ucraina dell'oleodotto, ha dichiarato questo funzionario del settore energetico ucraino, che ha chiesto di rimanere anonimo. Il ministro dell'economia slovacco Denisa Sakova ha dichiarato su Facebook che l'aumento di pressione è iniziato mercoledì mattina in Ucraina e che le consegne al suo Paese dovrebbero riprendere giovedì, riporta Le Monde. La presidenza cipriota, si legge in una nota, “si è adoperata senza sosta affinché l'UE continui a sostenere con determinazione l'Ucraina e a esercitare pressioni sulla Russia”. Un terzo della somma, 30 miliardi di euro, sarà stanziato nell'ambito del sostegno complessivo al bilancio, a condizione che vengano rispettati lo stato di diritto e che si combatta la corruzione. I restanti 60 miliardi di euro serviranno a consentire a Kiev di investire nella propria capacità industriale nel settore della difesa e di acquisire equipaggiamenti militari. L'Ucraina rimborserà questo prestito solo dopo che la Russia avrà pagato le riparazioni di guerra. Gli interessi, pari a circa 3 miliardi di euro all'anno, saranno a carico del bilancio dell'Unione Europea. Secondo un portavoce del governo tedesco, citato dalla Reuters, l’erogazione del nuovo prestito all'Ucraina potrebbe già avvenire entro 24 ore. Il tutto, fa notare, a condizione che l'Ungheria non presenti obiezioni scritte entro la scadenza di oggi per la procedura formale. In merito alle nuove sanzioni alla Russia, la ventesima serie di restrizioni si concentrerà sul soffocamento della logistica energetica russa, con un divieto totale dei servizi marittimi legati al petrolio e l'inserimento di oltre 40 nuove navi nella lista nera, che compongono la cosiddetta “flotta ombra” che Mosca utilizza per aggirare l'embargo internazionale. Una volta ratificati i provvedimenti con la procedura scritta le sanzioni economiche entreranno in vigore immediatamente, mentre le misure individuali contro entità e persone fisiche russe diventeranno effettive dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
Pierpaolo Arzilla

