Venerdì 23 ottobre 2026, ore 11:55

Armamenti

La spesa militare è aumentata per l’undicesimo anno consecutivo

La spesa militare globale nel 2025 è stata di 2900 miliardi di dollari, secondo il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). È aumentata per l’undicesimo anno consecutivo. Rispetto al 2024 si registra il 2,9 per cento in più. I tre maggiori contributori, Stati Uniti, Cina e Russia, rappresentano oltre la metà del totale, con 1.480 miliardi di dollari spesi. Ciò nonostante, gli USA hanno speso 954 miliardi, che è il 7,5 per cento in meno rispetto al 2024. La diminuzione è dovuta principalmente al fatto che non è stato approvato alcun nuovo aiuto militare all'Ucraina, a differenza dei 3 anni precedenti, quando erano stati promessi complessivamente 127 miliardi di dollari. A compensare le minori spese statunitensi, e quindi a contribuire in maniera decisiva all’aumento del 2,9 sul 2024, sono stati gli incrementi in Europa e Asia in un altro anno segnato da guerre e tensioni crescenti. L'onere militare, cioè la quota del prodotto interno lordo globale destinata alla spesa militare, è al livello più alto dal 2009. Tutto indica, osserva il rapporto, che il mondo si sente meno sicuro e sta spendendo di più per le proprie forze armate per far fronte al contesto globale. Il decremento delle spese USA, tuttavia, durerà poco. Il Congresso ha approvato una spesa di oltre 1.000 miliardi di dollari per il 2026, che potrebbe raggiungere 1.500 miliardi di dollari nel 2027 se la proposta di bilancio di Donald Trump venisse adottata. A “pompare” di più, comunque, è stata l’Europa (che in questo ambito comprende anche Ucraina e Russia), che ha visto un incremento del 14 per cento nella spesa, con un contributo di 864 miliardi di dollari, a causa della guerra in Ucraina e, appunto, del provvisorio disimpegno degli Stati Uniti. La Germania, quarta nazione al mondo per spesa militare, ha aumentato il suo impegno del 24 per cento nel 2025, raggiungendo i 114 miliardi di dollari. Anche la Spagna ha registrato un aumento significativo della spesa (50 per cento), arrivando a 40,2 miliardi, superando per la prima volta dal 1994 il 2 per cento del Pil. La spesa della Russia è aumentata del 5,9, raggiungendo i 190 miliardi, pari al 7,5 per cento del Pil. L'Ucraina, invece, ha incrementato la sua spesa del 20 per cento, arrivando a 84,1 miliardi di dollari, pari al 40 per cento del Pil. In Medio Oriente la spesa in quest'area è aumentata solo marginalmente, dello 0,1, raggiungendo i 218 miliardi di dollari. Mentre la maggior parte dei Paesi della regione ha aumentato gli sforzi, Israele e Iran hanno ridotto l’impegno. Per la Repubblica Islamica, la spesa è diminuita del 5,6, attestandosi a 7,4 miliardi di dollari, a causa dell’elevata inflazione annua del 42 per cento.
La spesa in termini nominali è invece aumentata. Per Israele, la diminuzione del 4,9 (48,3 miliardi), e riflette l'allentamento delle tensioni a Gaza in seguito al cessate il fuoco con Hamas del gennaio 2025. La spesa è rimasta comunque superiore del 97 per cento rispetto al 2022. Nella regione Asia-Pacifico, la spesa totale ha raggiunto i 681 miliardi (più 8,5 rispetto al 2024), il maggiore incremento annuo dal 2009. La Cina, la cui spesa per le armi sale ogni anno da 30 anni, ha impegnato circa 336 miliardi di dollari nel 2025.
Pierpaolo Arzilla
 

( 27 aprile 2026 )

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