E adesso viene il difficile. Per l’azienda, i lavoratori e la tenuta sociale del Paese. Volkswagen ha rescisso 10 dei 13 contratti collettivi di lavoro, causa “situazione competitiva sfavorevole”. Nello specifico, fa sapere IG Metall, VW ha rescisso “l’accordo collettivo sulla remunerazione, il contratto collettivo di lavoro, l’accordo quadro collettivo sulla classificazione, l’accordo collettivo (indennità concordata collettivamente), l’accordo collettivo sulla concessione di una remunerazione aggiuntiva concordata collettivamente, l’accordo collettivo su prestazioni e livelli di personale, il contratto collettivo per i dipendenti con orario di lavoro speciale, gli articoli 6 e 18 del contratto collettivo di lavoro per la formazione professionale, il contratto collettivo quadro per i dipendenti con funzioni specialistiche o dirigenziali e il contratto collettivo di lavoro sulla remunerazione dei dipendenti con funzioni specialistiche o dirigenziali”. Durante la riunione di revisione, fa sapere il sindacato, VW ha espresso “seri dubbi” sulla propria capacità di realizzare gli investimenti in nuovi modelli e impianti previsti dal contratto collettivo di lavoro del 2024. Allo stesso tempo, richiede “ulteriori contributi” ai dipendenti e sostiene che i risparmi concordati per il 2024 siano insufficienti. IG Metall definisce la decisione dell’azienda un “attacco frontale”, una “sfacciataggine disgustosa” e un “tentativo spudorato di mettere le mani nelle tasche dei dipendenti”. Ma la mossa non è del tutto inaspettata, dopo i nuovi 50mila tagli annunciati un mese fa. E per ridurre l’occupazione bisogna rinegoziare i contratti. Volkswagen, sostiene, Thorsten Gröger, direttore distrettuale di IG Metall Bassa Sassonia-Sassonia-Anhalt e capo negoziatore in azienda, “sta cercando di scaricare le sue difficoltà economiche su coloro che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. Mentre i profitti vengono privatizzati, i costi e i rischi aziendali vengono ora trasferiti sui lavoratori. Non lo accetteremo. Chiunque voglia derubare i dipendenti deve aspettarsi una reazione decisa”. IG Metall si consulterà con la commissione per la contrattazione collettiva e gli organi aziendali sui prossimi passi e informerà i dipendenti sull'entità dei tagli previsti dal consiglio di amministrazione. Possibili scioperi sono autorizzati dal prossimo 1 gennaio, giorno in cui le rescissioni contrattuali entreranno in vigore, visto che hanno effetto dal 31 dicembre 2026. Nei prossimi mesi, si fa notare, l'attenzione si concentrerà probabilmente sull'orario di lavoro dei dipendenti, sui giorni di riposo e sui bonus. Ma anche sulla classificazione delle mansioni, cioè la retribuzione di ciascun ruolo. Tutto ruota sempre intorno al denaro. VW vuole ridurre i costi; IG Metall vuole preservare i risultati ottenuti negli ultimi decenni. Alla fine del 2024, il sindacato e la dirigenza di VW avevano ingaggiato una vera e propria battaglia salariale, con ore di colloqui e sessioni notturne in un albergo di Hannover. Il risultato fu il cosiddetto “miracolo di Natale”: i rappresentanti dei lavoratori accettarono una riduzione socialmente responsabile fino a 50mila posti di lavoro e ulteriori tagli. In cambio, Volkswagen garantì il mantenimento del posto di lavoro fino alla fine del 2030. Ora, però, il contesto economico è “peggiorato in modo significativo”, come affermato dal direttore delle risorse umane Arne Meiswinkel. Gli stabilimenti tedeschi a rischio di chiusura di Hannover, Emden, Zwickau e Neckarsulm non sono direttamente soggetti alle trattative per la contrattazione collettiva. Per la filiale software di Cariad, invece, sono a rischio almeno 1000 posti di lavoro, sugli attuali 4300, secondo le informazioni ottenute da DPA e Handelsblatt. Tra il 2027 e il 2031, VW ridurrà gli investimenti con Cariad di 6,1 miliardi. Per i software, l’attuale amministrative delegato, Oliver Blume, si sta infatti concentrando sulla collaborazione con partner esterni come Xpeng in Cina e Rivian negli Stati Uniti. Cariad si occuperà dello sviluppo interno di tecnologie chiave come il software per la dinamica del veicolo, le applicazioni cloud e i sistemi di infotainment. La filiale ha già ridotto il proprio organico diverse volte negli anni precedenti. Alla fine del 2023, Cariad contava ancora 6.500 dipendenti. I tagli sono stati attuati in modo socialmente responsabile, con pacchetti di buonuscita e programmi di pensionamento anticipato.
Pierpaolo Arzilla

