In uno scenario di importanti trasformazioni, demografiche e tecnologiche, i sistemi di protezione sociale hanno bisogno di trasformarsi per dare risposte più adeguate ai bisogni della società contemporanea: è l'obiettivo dell'Inps nelle parole espresse dal presidente Gabriele Fava al Forum PA nel corso dell'incontro dal titolo “L’Inps nel tempo dell’incertezza: inverno demografico, transizioni e crisi geopolitiche”. Fava, ripercorrendo l'evoluzione del welfare, ha ricordato come tali sistemi di protezione sociale, nati tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento per rispondere alle trasformazioni generate dall'industrializzazione, oggi siano interessati da un'evoluzione importante, il cui elemento più importante risulta essere l’intelligenza artificiale, elemento che l’Inps sta adottando “per migliorare l’efficienza e la personalizzazione dei servizi”. "L'IA - ha detto Fava - non deve essere vista come una minaccia per l’occupazione ma come uno strumento in grado di valorizzare le competenze delle persone, liberandole dalle attività più ripetitive e consentendo di offrire servizi più rapidi, trasparenti e vicini ai cittadini. Non possiamo più limitarci a un modello assistenziale”: per il presidente Inps, l’obiettivo è “accompagnare i cittadini lungo tutto l’arco della vita, attraverso un modello dinamico, capace di evolvere insieme ai cambiamenti sociali ed economici”. E proprio in quest’ottica, Fava ha annunciato di aver proposto ai vertici degli enti europei di sicurezza sociale la creazione di una sorta di “G7 del welfare e della previdenza”: un tavolo permanente di confronto che potrebbe riunirsi per la prima volta in Italia nel prossimo anno per costruire un laboratorio permanente di pensiero e proposta, capace di elaborare soluzioni concrete da sottoporre al legislatore.
Intelligenza artificiale e trasformazione digitale importanti anche per il direttore generale Inps, Valeria Vittimberga, per la quale tali strumenti devono essere posti al servizio delle persone, senza mai essere considerati fattori di sostituzione dell’elemento umano. “La tecnologia può aiutarci a sostenere le fragilità – ha dichiarato Vittimberga - e a creare nuove forme di solidarietà per un’umanità che manifesta bisogni sempre più differenziati. Per essere flessibili all’esterno, dobbiamo esserlo prima di tutto al nostro interno: tra gli strumenti fondamentali lo smart working, il lavoro per processi e il metaprocesso. Quest’ultimo – ha concluso - ci permette di dislocare la produzione dove risiede la capacità produttiva, mantenendo contemporaneamente il presidio del territorio come pilastro del welfare e presenza amica dello Stato, anche nei piccoli centri”.
Tra gli interventi, importante anche quello del Direttore centrale delle Relazioni internazionali Giuseppe Conte, per il quale in stagioni come questa, “la tenuta di un sistema di protezione sociale non dipende solo dalla capacità di resistere, ma da quella di leggere in anticipo le correnti profonde (demografiche, economiche, internazionali) e di adeguare per tempo strumenti e prospettiva”.
Anna Taverniti

