Un atteggiamento vergognoso - sottolinea Raffaele Apetino, leader Fim Cisl Campania che sta seguendo la trattativa. Ora tocca al Governo intervenire. Sono state offese le istituzioni italiane e i lavoratori. Ci aspettiamo la convocazione dal ministero del Lavoro per riprendere il confronto e arrivare alla definizione di un testo che metta al riparo lavoratori e le famiglie dal baratro della disoccupazione
Sindacati: l’abbandono del tavolo da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che attribuisce la controparte alle relazioni industriali
A 46 mesi dalla scadenza del contratto nazionale, le sigle di categoria Filcams, Fisascat e Uiltrasporti giudicano irricevibili le proposte imprenditoriali su salario, trattamento economico della malattia e cambio di appalto
Sindacati: distanze tra le parti si sono registrate sull'orario di lavoro, che si vorrebbe portare da 38 a 40 ore settimanali, sull'azzeramento dell'istituto contrattuale riferito ai Rol (permessi per riduzione orario di lavoro) e sul trattamento economico della malattia. Irrisoria la proposta imprenditoriale sull'aumento economico di 29 euro complessivi
Non è stato riconosciuto un incremento salariale adeguato - attaccano i segretari generali di Femca Filctem e Uiltec - 65 euro per il triennio ’16-’18 è esattamente la metà della nostra richiesta
Lo strappo - spiegano i sindacati - si è consumato per l’indisponibilità della controparte a rivedere la posizione sul modello contrattuale a fronte di una flebile apertura sulle condizioni normative e di welfare
Bentivogli (Fim): disponibili a discutere di salario minimo di garanzia solo se questo non eroderà la platea dei metalmeccanici interessati dai minimi salariali fissati dal contratto nazionale
Era il 28 ottobre 1925 e, per la prima volta, nelle sale di Palazzo Caffarelli in Campidoglio prendeva vita un percorso espositivo con un nucleo di opere di arte contemporanea acquisite dal Comune di Roma
Dobbiamo prepararci a vivere in un mondo ormai cambiato, da affrontare con le dovute competenze
Per la letteratura italiana La notte della cometa fu un punto di non ritorno: la liquidazione delle avanguardie, già decretata di fatto qualche anno prima da Umberto Eco con Il nome della rosa (1980)
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