Sabato 25 aprile 2026, ore 4:49

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Polizia Locale: 11mila agenti in meno. Riforma non più rinviabile

Torna al centro del dibattito la riforma della Polizia Locale, considerata ormai non più rinviabile da istituzioni e parti sociali, a quarant’anni dalla legge quadro del 1986. Secondo i dati emersi nel corso del convegno organizzato dalla Fp Cisl dal titolo “40 anni dalla Legge Quadro. Per la riforma della Polizia Locale”, gli organici complessivi si attestano oggi intorno alle 48mila unità. Negli ultimi quindici anni si è registrata una riduzione del 20% del personale, pari a circa 11mila operatori in meno. Una contrazione che ha avuto effetti diretti sull’operatività quotidiana con meno agenti, meno pattuglie e minore presenza sul territorio. “Servono più organici e una riforma rapida per garantire sicurezza” ha sottolineato il segretario nazionale della Cisl Fp, Roberto Chierchia, evidenziando come la diminuzione del personale incida sui servizi ai cittadini. “Noi chiediamo che ci sia una riforma che attualizzi quelle che sono le funzioni della Polizia Locale - afferma il sindacalista -. Una Polizia che è legata al territorio, che ha un radicamento importante per i cittadini e le cittadine di ogni comune, di ogni provincia. Chiediamo che dopo 40 anni, questa Polizia che ha cambiato anche ruolo e che è molto legata a quelli che sono i bisogni dei cittadini, faccia un salto in avanti”.
Il quadro è aggravato anche dall’invecchiamento degli operatori, l’età media, infatti, supera i 50 anni.

Parallelamente, le funzioni della Polizia Locale si sono ampliate: oggi comprendono sicurezza urbana, gestione della mobilità, controllo del territorio e interventi nelle emergenze. “Serve una riforma adeguata e condivisa che tuteli lavoratici e lavoratori e che aiuti le amministrazioni locali a valorizzare una forza così importante - ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri durante il suo intervento -. Ci sono sfide complesse che richiedono strumenti nuovi, trasformazioni profonde che la Polizia Locale sta concorrendo ad accompagnare. Ma lo facciamo in un quadro normativo che mostra i segni del tempo”. In Parlamento intanto è in corso l’iter di un disegno di legge delega per la revisione complessiva dell’ordinamento. L’obiettivo è garantire maggiore chiarezza nelle funzioni e una migliore integrazione nel sistema nazionale di sicurezza pubblica. Si punta anche a uniformare tutele e riconoscimenti per gli operatori, tra cui aspetti previdenziali, economici e assicurativi. “Non è una revisione simbolica ma un salto di qualità per la sicurezza urbana”, ha evidenziato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un video messaggio.

Le organizzazioni sindacali chiedono tempi rapidi per l’approvazione della riforma e le amministrazioni locali sollecitano strumenti adeguati alle nuove sfide urbane. Tra queste, la sicurezza diffusa e la gestione di contesti sempre più complessi. Il percorso parlamentare entrerà nel vivo nei prossimi giorni. L’auspicio condiviso è che si arrivi in tempi brevi a un risultato concreto. “Non è un aggiornamento tecnico ma una riforma necessaria da fare subito”, ha sottolineato nel suo intervento la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ribadendo la posizione del sindacato: “Se la sicurezza è davvero integrata, se è davvero costruita sui territori, allora la Polizia Locale non è un attore marginale o accessorio. È, al contrario, uno dei pilastri fondamentali di questo sistema. Soprattutto, è una presenza che tiene insieme funzioni diverse: sicurezza urbana, gestione della mobilità, controllo del territorio, intervento nelle emergenze, supporto alla legalità diffusa. Funzioni che negli anni si sono ampliate, complicate, rese più esigenti. E qui sta il punto: a questa evoluzione profonda del ruolo non è corrisposto un adeguamento del quadro normativo, delle tutele, degli strumenti, del riconoscimento professionale”. E conclude: “Sono passati quarant’anni dalla Legge Quadro del 1986. Questo non è un ritardo, è un’ingiustizia. E allora diciamolo con chiarezza: non siamo di fronte a un aggiornamento tecnico da fare, ma a una riforma necessaria. La Cisl lo dice con chiarezza da tempo: serve una nuova Legge Quadro, e serve adesso. Non tra altri quarant’anni”.

Sara Martano

( 24 aprile 2026 )

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