Martedì 28 maggio 2024, ore 11:58

Sanità

Sanità Lazio: oltre l'emergenza

Oggi la Cisl del Lazio presenta a Roma, presso Nazionale Spazio Eventi, la ricerca: "La sanità del Lazio oltre l’emergenza. Al centro le persone ed il lavoro", con la partecipazione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e le conclusioni affidate al segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Durante i lavori verranno presentati anche i risultati del sondaggio condotto dalla Cisl sullo stato di salute della Sanità regionale. "L’obiettivo di questo sondaggio, basato su un campione di utenti, medici e addetti alle professioni sanitarie (infermieri, tecnici) del SSR del Lazio - nasce dall’esigenza di misurare la percezione delle persone comuni e dei dipendenti nei confronti di tutto l’universo dei servizi della salute - spiega Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio. Per fare questo, abbiamo somministrato un questionario anonimo, Roma rappresenta il 50% dei dati regionali. Volevamo incontrare le persone e sentire da loro cosa pensano davvero della sanità, cosa funziona, cosa no, cosa si potrebbe migliorare. I risultati del sondaggio ci danno una bussola importante - ha sottolineato Coppotelli - per orientare l’azione sindacale e poter suggerire alla politica interventi e indirizzi".
Il sondaggio indaga la percezione degli utenti e dei lavoratori del Servizio sanitario regionale. Al campione è stato chiesto a chi si rivolge quando si trova in uno stato di malattia e il Medico di medicina generale (Mmg), il cosiddetto medico di famiglia, è per l’85% delle persone la prima scelta. Al secondo posto il medico privato (9%), seguito dal pronto soccorso (6%). Il medico di famiglia è inoltre indicato, per il 68%, come il professionista a cui vengono indirizzate le persone dal personale medico e dal personale sanitario in generale. Alla domanda su come venga percepita la presa in carico nelle strutture sanitarie, il giudizio degli utenti è per il 32% molto positivo; mentre 40% la reputa "sufficiente" e solo il 7% la giudica "scarsa". Anche i lavoratori del SSR danno (45%) un valore positivo di sufficienza, con un 24% di persone che la giudica invece "non sufficiente". La sanità, per gli utenti, risulta "affidabile" (12%), "efficace" ( 38%), "poco efficace" (33%). I lavoratori del SSR danno un giudizio leggermente differente con un valore di "efficace" al 30% e di "poco efficace" al 40%, mentre il 13% la valuta "di scarsa qualità. Nelle cinque province della regione (Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo) i giudizi a livello generale sono di soddisfazione, con un 30% "abbastanza soddisfatto" e un 40% che si dichiara neutrale, e solo il 5% che dice di essere "molto insoddisfatto". A Viterbo il picco, relativamente parlando, di maggiore soddisfazione con il 5% di persone "molto soddisfatte", a Latina il valore minimo dell’1% di persone "molto insoddisfatte". I lavoratori del SSR danno un giudizio leggermente inferiore attestandosi neutrali al 43%. In termini di accessibilità, accoglienza e macchinari, le percezioni degli utenti sono abbastanza positive. I giudizi dei lavoratori del Ssr sono, nel complesso, più o meno equivalenti. I tempi d’attesa lunghi sono la criticità più importante rilevata dal campione, che riscontra numeri decisamente negativi. Per il 40% delle persone è "molto difficile" fissare un appuntamento in tempi consoni alle necessità, e per il 32% degli utenti è "un po’ difficile". I lavoratori del SSR hanno risposto per un 42% con "un pò difficile" e per il 31% con "nè facile, nè difficile". Positiva, invece, la valutazione delle relazioni tra gli utenti e i lavoratori del SSR incontrati. Altra criticità evidenziata è il passaggio dalla sanità pubblica alla sanità privata. Circa l’80% delle persone dichiara di essersi dovuta rivolgere negli ultimi anni alla sanità privata, così come il 59% dei lavoratori SSR ha dichiarato di aver dovuto mandare un proprio paziente nel privato. I tempi di attesa lunghi e la migliore qualità della sanità privata sono segnalati tra le ragioni principali di queste scelte. In particolare i tempi lunghi sono indicati dal 70% degli utenti e dal 51% dei lavoratori del SSR; mentre la migliore qualità è considerata dal 13% degli utenti e dal 14% dei lavoratori. In generale, le maggiori criticità riscontrate dagli utenti riguardano la tempistica (72%), la logistica (15%), il personale (14%), i costi (12%) e la competenza (9%). I lavoratori del SSR sono d’accordo al 73% che ci sia bisogno di più personale per ottimizzare il servizio. Ma denunciano anche la necessità di una retribuzione adeguata (79%) e di una maggiore formazione del personale (43%).

 "Bisogna porre il tema del rafforzamento  della sanita' pubblica e universalistica al centro dell'agenda  nazionale. Anche da qui passa la possibilita' di costruire per  l'Italia un futuro migliore nel segno dell'equita', sostenibilita' e  inclusione. La sanita' non puo' essere considerata un costo. Ogni  risorsa investita nel comparto e nel consolidamento degli organici e'  un investimento "ad alto rendimento" per il Paese". Ad affermatrlo il leader Cisl Luigi Sbarra che a Roma ha concluso i lavori. Nel suo intervento il numero uno di via Po  ha considerato "positiva l'apertura al dialogo dimostrata in più occasioni dal Governatore del Lazio Rocca e l'avvio del tavolo  permanente con i sindacati sul piano assunzioni, stabilizzazioni e  internalizzazioni del comparto sanitario". "Un passaggio importante -  ha detto Sbarra - insieme all'inizio delle trattative per il nuovo  contratto nazionale della sanita' pubblica, che dovra' valorizzare  l'immenso patrimonio professionale del settore". Il sindacalista è poi tornato a ribadire la necessita' di assumere "piu' infermieri e  medici per ottimizzare il servizio" e a richiedere "retribuzioni  adeguate e una maggiore formazione". "Bisogna cambiare il nostro  sistema sanitario nel segno della prossimita', dell'innovazione e  dell'uguaglianza". "L'imperativo e'  abbattere le liste di attesa. Superare i tetti di spesa  sul personale, sviluppare i servizi socio-sanitari, estendere la  medicina di prossimita', supportare la non autosufficienza - ha concluso  Sbarra - che  coinvolge quasi 4 milioni di persone non solo anziani".
Ce.Au.

( 14 marzo 2024 )

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