Riduzione degli esuberi da 52 a 43 unità, con l’impegno a ridurre ulteriormente di altre 4 posizioni attraverso dimissioni o uscite volontarie. È il risultato principale dell’accordo raggiunto, dopo settimane di confronto, tra Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Catania, insieme con le Rsu, e la Sifi, rappresentata da Angelo Tudisco (responsabile delle risorse umane) e da Confindustria Catania. L’azienda, che opera in campo oftalmologico, aveva avviato la procedura di licenziamento per 52 lavoratori su 369, all’inizio di gennaio. Con l’intesa raggiunta è stata accolta la controproposta presentata dai sindacati il 5 marzo. L’accordo sarà ora sottoposto alla ratifica dell’assemblea dei lavoratori convocata per giovedì 12 marzo. Cardine è l’esodo volontario, accompagnato da incentivi economici, calcolati in mensilità nette sulla media dell’ultimo trimestre di retribuzione, oltre al trattamento di fine rapporto e all’indennità sostitutiva del preavviso. Per casi residui, si applicheranno i criteri previsti dalla normativa sui licenziamenti collettivi: carichi familiari, anzianità di servizio ed esigenze tecnico-produttive e organizzative dell’azienda.
“Dopo aver percorso tutte le possibili alternative ai licenziamenti e aver ridotto significativamente il numero degli esuberi attraverso ricollocazioni interne - affermano Stefano Trimboli e Giuseppe Coco, per la Femca Cisl di Catania - si è giunti a un accordo economico per l’uscita volontaria dei lavoratori. La fase non è ancora del tutto conclusa e ciò lascia intravedere ulteriori ricollocazioni prima della fine della procedura”. Trimboli e Coco sottolineano, inoltre, che “la Sifi ha confermato e sottoscritto la volontà di Faes Farma (il gruppo spagnolo che la controlla) di mantenere il sito di Aci S. Antonio (Catania) come strategico per raggiungere gli obiettivi nel settore, avvalendosi anche di investimenti di un miliardo per l’intero gruppo nel 2030, e dando disponibilità al sindacato di chiarire nei prossimi mesi i futuri progetti industriali di sviluppo del sito”.
“Non possiamo più assistere passivamente a operazioni in cui gruppi di investimento subentrano agli imprenditori storici senza assumere fino in fondo responsabilità industriali e sociali - commenta Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese -. Servono norme stringenti che impediscano logiche puramente finanziarie e speculative e che vincolino i soggetti a impegni chiari su occupazione, investimenti, innovazione e radicamento nei territori”. “Allo stesso tempo - continua - è necessario aprire una nuova stagione di confronto con Confindustria sui piani industriali e sulle strategie di sviluppo di molte imprese associate che sono il cuore del sistema produttivo etneo. Il futuro dell’industria - conclude il sindacalista - non può essere deciso solo nei consigli di amministrazione o nei fondi di investimento, ma deve coinvolgere il lavoro, le comunità e i territori, in termini di responsabilità sociale e di partecipazione dei lavoratori”.
Rosario Nastasi

