Sabato 13 giugno 2026, ore 13:58

Industria

Calzaturiero in crisi: servono interventi mirati

Ragionare sulla situazione di difficoltà che le imprese calzaturiere stanno vivendo in questo momento e trovare soluzioni urgenti è oramai non più rinviabile. Il settore sta, infatti, vivendo una brusca frenata. A confermarlo anche gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici che registrano, nel primo trimestre 2024, una contrazione sia dell’export (-9,7% in valore e -10,3% nelle paia) sia del fatturato (-10,1%). Il report evidenzia anche una flessione degli acquisti delle famiglie italiane (-1,6% in quantità e -0,7% in spesa). Riguardo la demografia delle imprese, a fine marzo il numero di aziende attive è sceso in Italia a 3.490 (con un saldo negativo di -74 unità, tra industria e artigianato, a confronto con dicembre 2023, -2,1%), affiancato da un calo degli addetti del -0,8%. Nel primo trimestre 2024 sono state vendute 51,9 milioni di paia (6 milioni in meno rispetto agli stessi mesi dello scorso anno), per 3,17 miliardi di euro (gennaio in tenuta +1,4%, febbraio e marzo in calo, rispettivamente -6,2% e -20%).

Uno scenario preoccupante che tocca diversi distretti di qualità ed eccellenza dislocati in vari punti del nostro territorio che portano il Made in Italy in giro per il mondo. Un esempio fra tutti è, in particolare, il distretto di San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, che conta 226 imprese e circa 3.500 addetti. Nonostante il successo delle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali nel settore delle calzature industria e della moda artigianato che rappresenta un passo avanti significativo per migliorare le condizioni lavorative e salariali di oltre 200mila addetti impiegati in più di 4mila aziende, il distretto di San Mauro Pascoli sta attraversando una crisi senza precedenti. L’allarme arriva dai sindacati di categoria Femca Cisl Romagna, Filctem Cgil Forlì-Cesena e Uiltec Uil Cesena: “Già dalla fine del 2023 - spiegano i sindacati - sono emersi segnali allarmanti che oggi si sono concretizzati in una situazione drammatica: quasi tutte le aziende, sia industriali che artigianali, fanno ricorso a strumenti di ammortizzazione sociale con percentuali mai viste prima. Diverse sono state le piccole imprese, che a seguito dell’esaurimento delle giornate di ammortizzatore sociale si sono viste costrette a chiudere”. 

Insomma un vero e proprio colpo per il tessuto economico e sociale del territorio, che rischia di perdere una filiera importante dove il buon lavoro, la contrattazione territoriale e le relazioni industriali, hanno sempre prodotto condizioni di miglior favore per tutti gli addetti. I sindacati territoriali si sono immediatamente attivati per affrontare l’emergenza, cercando soluzioni alternative e sostenere i lavoratori e le lavoratrici del settore. Tuttavia, nonostante gli sforzi, i tentativi di coinvolgere politica e istituzioni a livello nazionale non hanno ancora prodotto i risultati sperati. “Oggi più che mai è indispensabile il sostegno delle istituzioni e della politica a tutela di un distretto che garantisce lavoro di qualità e produce un’eccellenza riconosciuta a livello globale - ribadiscono Femca, Filctem e Uiltec -. Il sapere artigianale che contraddistingue il nostro territorio rischia di disperdersi se non si interviene prontamente”.

L’auspicio ora è che si agisca rapidamente, per salvaguardare questo settore cruciale per l’economia locale e nazionale, evitando ripercussioni a livello sociale. “Il settore calzaturiero sammaurese necessita di misure concrete e immediate per superare la crisi e mantenere vivo quel saper fare che rende il Made in San Mauro un sinonimo di qualità riconosciuto in tutto il mondo”concludono i sindacati che assicurano il loro impegno a continuare la lotta per il sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici nelle aziende del distretto e sollecitano un intervento urgente da parte delle istituzioni e della politica.

Sara Martano 

( 2 agosto 2024 )

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