Si chiude con un accordo che tutela il lavoro, salvaguarda la presenza industriale di Electrolux in Italia e apre nuove prospettive produttive la lunga vertenza del Gruppo svedese. Dopo 30 ore di confronto serrato al Mimit, azienda e sindacati hanno raggiunto un’intesa che modifica in maniera sostanziale il piano industriale presentato dalla multinazionale che prevedeva 1.719 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche e un ridimensionamento della produzione del 30%. Un piano che i sindacati avevano giudicato irricevibile denunciando il rischio concreto di un processo di deindustrializzazione. L’accordo di oggi rappresenta un significativo passo avanti rispetto alle posizioni iniziali dell’azienda e consente di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani, garantendo continuità industriale e occupazionale.
Il primo risultato riguarda la riduzione degli esuberi: dai 1.719 inizialmente annunciati si passa a un massimo di 918 uscite da gestire esclusivamente attraverso strumenti volontari e incentivati. Nel dettaglio sono interessati 390 operai e 512 impiegati e quadri, al netto di Cerreto d’Esi e 16 operai R&D. Particolarmente importante il risultato ottenuto per lo stabilimento di Cerreto d’Esi, la cui chiusura era inizialmente prevista entro il 31 dicembre. Il sito marchigiano continuerà invece a produrre cappe, mantenendo i volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una nuova attività industriale e di una soluzione di reindustrializzazione. Una conquista fondamentale per la tutela dei 149 lavoratori coinvolti e per il mantenimento di un presidio produttivo sul territorio.
Sul versante industriale, l’accordo rafforza le prospettive dei quattro stabilimenti italiani, con volumi produttivi complessivi a regime superiori del 30% rispetto a quelli prospettati nel piano originario. Per il sito di Porcia viene confermata la produzione delle lavasciuga, scongiurando il trasferimento delle lavorazioni in Thailandia, con un impegno produttivo di almeno 140mila unità. Viene inoltre ampliato il portafoglio prodotti, consolidando le produzioni di lavatrici e lavasciuga sulle due piattaforme. Confermate le prospettive produttive e gli investimenti anche per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. Un altro elemento strategico dell’intesa riguarda il mantenimento in Italia delle attività di ricerca e sviluppo e di industrializzazione dei nuovi prodotti, evitando la perdita di funzioni aziendali fondamentali per il futuro del Gruppo. Sul fronte degli investimenti Electrolux si impegna a destinare oltre 100 milioni di euro allo sviluppo dei prodotti e dei processi produttivi per l’intera durata del piano industriale.
Per la gestione delle ricadute occupazionali saranno utilizzati gli incentivi all’esodo volontario e gli strumenti di sostegno al reddito. In accordo con il Ministero del Lavoro sarà inoltre valutata la possibilità di ricorrere al contratto di espansione accompagnando i lavoratori interessati con percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Un risultato importante quindi che arriva dopo sei mesi di mobilitazioni sindacali, iniziative territoriali e confronto continuo. Per la Fim l’intesa rappresenta un passaggio importante non soltanto per i lavoratori Electrolux, ma per l’intero comparto dell’elettrodomestico, oggi sottoposto alla pressione della concorrenza asiatica e all’impatto dei costi energetici. Resta fondamentale, infatti, costruire una politica industriale europea capace di tutelare le produzioni e sostenere la competitività del Made in Italy.
“L’accordo - affermano Ferdinando Uliano e Massimiliano Nobis, rispettivamente segretario generale Fim e segretario nazionale Fim - salvaguarda l’assetto industriale e occupazionale del Gruppo svedese in Italia e ne garantisce una prospettiva futura. Un’intesa che tutela gli assetti lavorativi, rafforza le garanzie produttive dei siti e mantiene nel nostro Paese le attività di ricerca, sviluppo e industrializzazione”. Uliano e Nobis ribadiscono inoltre che “la mobilitazione sindacale ininterrotta sostenuta in questi sei mesi è stata fondamentale per raggiungere l’ipotesi d’accordo siglata al tavolo ministeriale”. La Fim valuta positivamente anche l’intervento del ministro Urso in sede europea per la tutela e il rilancio della competitività dell’intero settore dell’elettrodomestico. “Sono necessarie politiche industriali europee per mantenere competitivi i prodotti Made in Italy nei confronti della concorrenza asiatica”, sottolineano i sindacalisti richiamando la necessità che agli impegni assunti a livello europeo seguano misure concrete a sostegno della produzione e dell’occupazione.
Commenta l’intesa anche il ministro Urso: “Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, con oltre 100 milioni di euro di investimenti per garantire prospettive produttive di lungo periodo”. E continua: “Difendere il lavoro significa creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia. È quanto ha fatto il nostro Governo con Electrolux ed è ciò che chiediamo all’Europa per l’intero settore: ora agli impegni della Commissione devono seguire misure concrete”. Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha definito la mediazione raggiunta molto buona, sottolineando come il passaggio dagli esuberi inizialmente previsti a un numero nettamente inferiore di uscite volontarie e incentivate abbia permesso di evitare “quello che sarebbe stato un vero e proprio disastro sociale”. Infine Fausta Bergamotto, sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, evidenzia il valore del confronto tra le parti e il ruolo svolto dal Governo nella ricerca di una soluzione condivisa: “Dopo una lunga maratona di 30 ore, la firma dell’accordo sulla vertenza Electrolux segna un passaggio significativo ed è un risultato importante per tutte le parti coinvolte. Il risultato nasce da un lavoro intenso e da uno sforzo comune di mediazione, nel quale il Governo si è impegnato a favorire il dialogo tra le parti. La nostra priorità è stata e resta la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani. Lavoriamo tutti in questa direzione”.
Sara Martano

