Mercoledì 13 maggio 2026, ore 2:54

Vertenze

Esuberi Electrolux, 25 maggio tavolo al Mimit

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso, ha convocato lunedì 25 maggio alle ore 15 un tavolo sulla vertenza Electrolux, alla luce dell'annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale di elettrodomestici. All'incontro saranno presenti i rappresentanti dell'azienda e le organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti delle Regioni in cui sono presenti gli stabilimenti del gruppo: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Veneto. Il tavolo ha l'obiettivo di approfondire le ricadute occupazionali e industriali della vertenza e di esaminare le possibili azioni a tutela dei lavoratori e della continuità produttiva. Il piano dell’azienda è ”inaccettabile”, ha commentato Urso per il quale questa crisi ”è legata anche "alle scelte perverse e ideologiche del Green Deal”.

L'operazione di ”revisione organizzativa” annunciata dal gruppo nella sede di Confindustria prevede un ridimensionamento di un terzo circa della forza lavoro. Electrolux Italia ha annunciato un ”processo di ottimizzazione di circa 1.700 posizioni”, espressione che i sindacati di categoria riuniti a Venezia per un coordinamento nazionale hanno tradotto immediatamente in ”1.700 esuberi”.

Una decisione che scatena immediatamente numerose reazioni, con la leader della Cisl Fumarola che osserva: ”Non si possono scaricare sulla pelle di migliaia di lavoratori i costi di strategie ciniche e antisociali”. E ricorda che ”chi investe nel nostro Paese ha anche una responsabilità sociale verso il lavoro e il tessuto produttivo nazionale".

Il dato più eclatante del piano prospettato è la chiusura completa dell'impianto di Cerreto d'Esi (Ancona), nel quale si producono prevalentemente cappe aspiranti e che impiega 170 addetti. Ma anche tutte le altre sedi, cioè Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano), nella misura in cui si eseguano fabbricazioni ritenute poco evolute, saranno toccate. Tutto ciò da effettuare in un arco di tempo definito ”breve” che, date le dimensioni dell'azienda e la complessità del piano, dovrebbe significare nell'arco di un anno. Electrolux prosegue assicurando però che ”l'Italia resta un Paese strategico per il Gruppo grazie alla sua forte presenza industriale e al contributo costante nello sviluppo di prodotto”.

Fim, Fiom e Uilm annunciano di voler coinvolgere le istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori. E il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Fedriga ha fatto subito sapere che sono in corso già le prime interlocuzioni con l'azienda: La situazione, ha sottolineato Fedriga, ”ci preoccupa molto, capiamo che il settore è in crisi, ma questa crisi non possono pagarla solo i lavoratori. Dobbiamo trovare delle soluzioni e anche in questo caso, ad esempio, l'innovazione può essere un fattore importante”.

Significativo il commento del sindaco di Forlì Zattini: ”Da noi sono previsti 400 esuberi. La nostra non è solo una fabbrica, è il simbolo dell'industria forlivese, è la storia della nostra città. Questa è un'altra alluvione. Dopo quella dell'acqua, questa è l'alluvione del lavoro”.

Intanto per il secondo mese consecutivo l’Istat registra un aumento congiunturale della produzione industriale. A marzo l'indice destagionalizzato cresce dello 0,7% rispetto a febbraio. Su base annua l'indice generale aumenta dell'1,5%. Nonostante la ripresa di febbraio e marzo, nella media del primo trimestre il livello della produzione diminuisce dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

La situazione generale preoccupa il sindacato. Il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d'Esi e un drastico ridimensionamento dei livelli occupazionali nelle altre unità produttive italiane, ”rappresenta l'ennesimo segnale d'allarme di una crisi profonda che sta colpendo uno dei settori più importanti del comparto metalmeccanico nazionale”. Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Uliano che aggiunge: ”Ci troviamo di fronte a un'emergenza industriale e sociale che mette in pericolo la tenuta dell'intero sistema produttivo del Paese. Settori strategici come siderurgia, elettrodomestico e automotive rischiano una paralisi strutturale se non sostenuti da una politica industriale organica e lungimirante da parte del Governo”.

La situazione dell'ex Ilva, giunta ormai al quattordicesimo anno di incertezza, ”è emblematica della mancanza di una visione industriale di lungo periodo”. Per questo motivo Fim, Fiom e Uilm hanno sollecitato un confronto urgente a Palazzo Chigi, ”ritenendo inaccettabile che il destino del principale polo siderurgico europeo continui a essere affidato a indiscrezioni di stampa anziché a un piano industriale chiaro e condiviso”.

Analoghe preoccupazioni riguardano il settore automotive. lla presentazione del Piano industriale per Stellantis, il sindacato si aspettauna svolta concreta e una risposta significativa alle richieste avanzate, sia in merito alla conferma degli impegni assunti nei mesi scorsi durante i diversi incontri presso il Mimit, sia rispetto alle ulteriori richieste finalizzate a rafforzare investimenti e occupazione. Lo sottolinea il Coordinamento nazionale Fim Cisl del Gruppo Stellantis, in vista dell'Investor Day 2026 a Detroit, esprimendo preoccupazione per la situazione che stanno vivendo in particolare alcuni siti del Gruppo e dell'indotto nel nostro Paese. Occorre garantire prospettive di sviluppo per Stellantis in Italia e per tutte le aziende dell'indotto, oggi in una condizione di forte sofferenza produttiva e occupazionale, con pesanti ricadute sul lavoro e sulle prospettive future del settore. Anche prima della presentazione del Piano Industriale è necessario ” avviare un confronto sindacale approfondito sul Piano stesso, articolato per ciascuna realtà produttiva e per ogni ente, al fine di ottenere tutte le informazioni e le garanzie necessarie. A questo dovranno seguire verifiche periodiche e puntuali sullo stato di avanzamento del Piano”. Indispensabile poi affrontare la crisi automotive ”portando a compimento la revisione del regolamento Ue sulle emissioni nella direzione della neutralità tecnologica, elemento fondamentale per il rilancio del comparto e per garantirne la sostenibilità sociale”.

Secondo Uliano ”è fondamentale che l'Esecutivo intervenga con misure strutturali in grado di agire sulle principali leve della competitività: dal contenimento dei costi energetici alla semplificazione burocratica, fino al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione di fondi dedicati al rilancio industriale, anche attraverso strumenti straordinari che superino i vincoli del Patto di stabilità europeo”. Senza una svolta politica decisa, che rimetta al centro il lavoro e l'industria, l'Italia - conclude il leader Fim - rischia un ridimensionamento produttivo dai costi sociali insostenibili, con conseguenze gravi per il benessere e la stabilità economica dell'intera collettività nazionale”.

Giampiero Guadagni


 


 


 


 


 


 


 


 

( 11 maggio 2026 )

Mostre

Segantini a Parigi

Per la prima volta il Musée Marmottan Monet dedica una retrospettiva al grande artista trentino

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Intervista a Massimo Cacciari, in libreria con Kaos, scritto insieme Roberto Esposito

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Libri

Omaggio alla Città Eterna

Un breve testo in cui sono riuniti gli articoli pubblicati da Mario Praz sul supplemento “Libri” di “Paese sera” negli anni Sessanta

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it