Electrolux, Urso "Il piano dell'azienda è inaccettabile, faremo la nostra parte"
"Il piano dell'azienda è inaccettabile e noi faremo la nostra parte con determinazione". Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla crisi dell'Electrolux per la quale l'azienda ha annunciato 1.700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto D' Esi. A margine della prima edizione di R21, evento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e organizzato dalla Regione Emilia Romagna, Urso ha annunciato: "Ho convocato già stamattina l'azienda, i sindacati e le Regioni per il 25 maggio per affrontare anche questa crisi con la consapevolezza che l'azienda ha già chiuso lo stabilimento negli Stati Uniti, attraversa una crisi che è frutto anche delle scelte ideologiche del green deal, che ha esposto il mercato europeo alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina. Noi ci siamo mossi in Europa a tutela della ripresa del lavoro europeo con una revisione radicale delle regole del green deal e per ottenere misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, come quelle ottenute recentemente per il settore dell'acciaio. Per questo ho posto il tema dell'elettrodomestico ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo sia un settore strategico a cui l'Europa non può rinunciare. Inoltre l'Italia da sola non può fronteggiare un fenomeno globale e che purtroppo deriva anche dalle regole europee che lasciano campo libero alla concorrenza cinese. Noi faremo la nostra parte con assoluta determinazione perché il piano presentato dall'azienda è inaccettabile. Affronteremo l'azienda con i sindacati e con le Regioni e sono certo che riusciremo a salvaguardare, per quanto possibile dato che il contesto è sfidante, i lavoratori e gli stabilimenti".