Venerdì 6 marzo 2026, ore 0:05

Vertenze 

Ex Ilva, sindacati scettici su Flacks: serve piano B 

Sicurezza sul lavoro e mantenimento della continuità produttiva. Sono stati questi i temi, davvero fondamentali, al centro dell’incontro di giovedì a Palazzo Chigi sull’ex Ilva tra Governo, sindacati e commissari. In apertura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano, ha espresso a nome del Governo, cordoglio e vicinanza ai familiari di Loris Costantino, l'operaio di 36 anni deceduto lo scorso 2 marzo a seguito di un incidente avvenuto all'interno dello stabilimento di Taranto. Il secondo incidente mortale nello stabilimento dall'inizio dell'anno. Mantovano ha invitato i commissari straordinari a ”promuovere, d'intesa con le organizzazioni sindacali, le massime condizioni di sicurezza sul lavoro e a garantire il pieno rispetto delle normative a tutela dei lavoratori”.
Sull’altro punto -la trattativa tra commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d'Italia con Flacks Group, il fondo americano candidatosi a rilevare l'intera ex Ilva - il sottosegretario ha osservato che la recente sentenza del Tribunale di Milano sull'ex Ilva apre un ”problema rilevante”, perché ”il tema non è che Flacks è un fondo di investimento e quindi la sentenza impatta su di loro per questo. Il punto è che, con un macigno del genere con cui fare i conti, anche uno che sta nel settore da generazioni avrebbe difficoltà a prendersi l'ex Ilva di Taranto senza prima chiarirne l'impatto”.
I commissari hanno chiesto chiarimenti e approfondimenti a Flacks sulla sostenibilità finanziaria, sul piano industriale, sulle fonti di finanziamento e sugli eventuali accordi vincolanti con partner industriali. Prima del vertice il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks, in una intervista all’Ansa, aveva fatto sapere che ”nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l'acquisizione dell'ex Ilva”. E intende stabilire subito ”una collaborazione strutturata con istituzioni, sindacati, stakeholder, autorità locali e aziende del territorio tramite gruppi di lavoro per sviluppare iniziative concrete in ambito sanitario e ambientale". Flacks ha sottolineato infatti che "la tutela della salute dei lavoratori e la responsabilità ambientale sono principi non negoziabili per l'intero Gruppo: ogni iniziativa industriale sarà guidata dai più elevati standard di sicurezza, sostenibilità e governance responsabile”.
Entro lunedì, comunque, i commissari straordinari impugneranno il decreto del tribunale di Milano che sospende l'attività a caldo dell'acciaieria di Taranto a partire dal 24 agosto. L'impatto della decisione non è quantificabile e dipende dal ministero dell'Ambiente e dalle indicazioni che darà per la necessaria integrazione dell'autorizzazione integrata ambientale Aia.
E proprio ieri la Commissione europea ha chiesto chiarimenti sulla sentenza del tribunale di Milano e sulle possibili conseguenze per il futuro dell'area a caldo. Resta infatti da verificare se il prestito da 149 milioni di euro, già approvato dal Parlamento e autorizzato della Commissione europea, potrà essere effettivamente erogato.
Entro il mese il prossimo vertice a Palzzo Chigi; il 13 marzo a Taranto nuovo incontro sulla sicurezza.
Commenta il segretario generale della Fim Cisl Uliano: ”Non crediamo che in tre settimane vengano chiariti tutti gli aspetti. Per noi è importante la questione della salute e della sicurezza dei lavoratori con un piano straordinario. Bisogna dedicare risorse e uomini alla manutenzione con un coordinamento delle ditte”. Sulla continuità produttiva ”continua la testardaggine del Governo di provarci con Flacks. Abbiamo ribadito che devono iniziare a pensare a un piano B, un piano B dove il Governo è parte trainante dell'assetto proprietario, aggregando poi gli industriali del Paese”. Osserva Uliano: ”Il presidente di Federmeccanica ha fatto dichiarazioni importanti rispetto all'interesse della classe imprenditoriale italiana e quindi cogliere quest'elemento e cercare di definirlo concretamente con un ruolo importante dello Stato”.
Infatti, in occasione della presentazione della consueta indagine congiunturale sull'andamento del settore metalmeccanico, il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini ha spiegato che ”le nostre imprese hanno bisogno di acciaio italiano. L'Italia ha bisogno dell'ex Ilva. Il nostro Paese deve evitare qualsiasi forma di dipendenza tattica e deve realizzare una piena autonomia strategica che è fondamentale per riprendere un sano percorso di crescita. Senza un'adeguata offerta di acciaio prodotto in Italia, quindi senza l'ex Ilva, questo non sarà possibile. Sono a rischio intere filiere della nostra industria".
Giampiero Guadagni

( 5 marzo 2026 )

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