La mobilitazione dei lavoratori dell’azienda Natuzzi di Santeramo in colle (Bari) entra nel vivo dopo la proposta aziendale di un piano giudicato dai sindacati irricevibile e peggiorativo. Oggi e domani scioperi e assemblee agli stabilimenti Jesce 2 a Santeramo e Graviscella ad Altamura e per tutti i lavoratori in cassa integrazione. Gli scioperi articolati per stabilimento e reparto sono stati proclamati dai sindacati di categoria Feneal Uil ,Filca Cisl, Fillea Cgil in attesa di ulteriori iniziative di mobilitazione da mettere in campo oltre allo stato di agitazione permanente. Secondo i sindacati, l’azienda ha presentato “un piano che si configura come un vero e proprio piano di dismissione, fondato su delocalizzazioni, ridimensionamento produttivo e scarico dei costi sui lavoratori”.
I sindacati temono un trasferimento di attività all’estero, l’utilizzo massiccio di ammortizzatori sociali ed esodi incentivati, il rischio di trasferimenti unilaterali, l’aumento della cassa integrazione e il progressivo smantellamento del tessuto produttivo della Murgia. Inoltre per i sindacati è “gravissima la conferma della chiusura dello stabilimento di Jesce 2, simbolo di un processo che mette a rischio occupazione e futuro industriale del territorio”.
Intanto la Regione Puglia, d’intesa con la Regione Basilicata, ha deciso di convocare una riunione interregionale del distretto del mobile imbottito e dell’arredo, con l’obiettivo di affrontare la crisi del comparto a partire dalla vertenza Natuzzi e costruire soluzioni condivise per il rilancio. Sono 611 le aziende del settore operanti nelle due regioni, con il numero prevalente di imprese (oltre due terzi) nel triangolo compreso fra Altamura, Santeramo in Colle e Matera. In totale l’occupazione è di 9.214 addetti.
“Riapriamo il dialogo. Non ci arrendiamo”, è l’appello dell’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, che commenta anche gli sviluppi più recenti della vertenza Natuzzi con la mobilitazione dei sindacati per il mancato accordo. “Natuzzi è il simbolo della capacità d’impresa pugliese e del talento creativo dell’Italia intera - ha detto l’assessore -. La catena del valore che il gruppo genera nel territorio e nel Paese è di grande valore economico. Natuzzi occupa circa 1.800 dipendenti e ha una centralità strategica fondamentale nel comparto del mobile imbottito e dell’arredo di Puglia e Basilicata”. La Regione è impegnata “per la ripresa del confronto, lavorando quotidianamente per accorciare le distanze tra l’azienda e il sindacato - ha aggiunto -. Siamo infatti preoccupati, perché la crisi Natuzzi degenera sempre più e, con il mercato internazionale drammaticamente fermo, vogliamo evitare che la mancanza di un accordo acuisca ulteriormente le fragilità aziendali fino al rischio, sempre più vicino, di compromissione della sostenibilità dell’intero gruppo. Lancio un appello alle parti: ripartiamo dalle politiche di incentivazione all’esodo, che dovranno però basarsi su un’indennità davvero allettante, tale da favorire le adesioni volontarie dei circa 400 dipendenti vicini al requisito pensionistico. Proviamo a chiudere questo primo accordo - ha sottolineato Di Sciascio - superando le rigidità delle scorse settimane. Il resto verrà dopo, gradualmente”.
Sara Martano

