Una cabina di regia sulle politiche industriali con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e sociali per costruire un piano integrato regionale su industria e lavoro. Questo è il risultato dell’incontro avvenuto ieri, convocato dalla Presidente della Regione per risolvere il problema creato in legge di Bilancio nazionale che nel Sulcis avrebbe lasciato senza ammortizzatori 320 lavoratori. La buona notizia dell’emendamento al decreto Milleproroghe - dovuto al pressing istituzionale e sindacale e alle interlocuzioni continue con la ministra Calderone - che ripristinerà i fondi per la Mobilità in deroga, garantendo i 320 lavoratori ex Alcoa di Sider Alloys, ha creato le condizioni per una discussione approfondita sulle vertenze riguardanti anche EuroAllumina, Portovesme Srl e la centrale Enel di Portoscuso. L’analisi della situazione delle varie “crisi” è stata riassunta dall’assessore dell’Industria Emanuele Cani, che ha invitato "tutti a fare fronte comune condividendo la posizione da tenere ai tavoli del Mimit", ricordando "i successi sulla continuità di EuroAllumina e sul Dcpm Energia ottenuti grazie all’unità di tutti". Per quanto riguarda in particolare la vertenza della fabbrica che dal 2018 ha rilevato le attività di Alcoa a Portovesme ma non è mai riuscita a produrre, con gran parte dei lavoratori costantemente in cassa integrazione, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Regione di sollecitare il Governo nazionale a ipotizzare una ripartenza reale, e non paventata dello stabilimento, con interlocutori che abbiano credibilità. E’ stato anche chiesto che tutte le vertenze del Sulcis Iglesiente siano trasferite a palazzo Chigi. "È già stato fatto per l’ex Ilva e io non ho problema a scrivere alla presidente del Consiglio per farlo anche per il Sulcis - ha concordato la presidente Todde - mentre su Sider Alloys serve capire la concretezza delle alternative". La riunione - durata quasi tre ore - è stata anche l’occasione per rilanciare un metodo di lavoro più propositivo nei confronti del Governo nazionale. Come evidenziato dalla Presidente, la Regione deve presentarsi con una proposta organica di politica industriale capace di garantire la tenuta delle filiere strategiche - a partire dall’alluminio - investire su infrastrutture, innovazione tecnologica e bonifiche e dare finalmente forma operativa al Libro Bianco sull’industria. Tutto questo può essere fatto "potendo partecipare per esempio anche a livello di Unione Europea con il commissario Fitto a definire come Sardegna le politiche per la competitività delle isole per il rilancio delle infrastrutture in rapporto alle multinazionali il cui impegno è necessario per un polo dell’alluminio. Per questo - ha concluso Alessandra Todde - penso che, oltre all’ottimo lavoro degli assessorati dell’Industria e del Lavoro, si possa pensare a un tavolo interistituzionale che metta assieme anche l’assessorato dell’Ambiente e dell’Innovazione tecnologica per discutere con tutti gli attori coinvolti, sindacati e consiglieri regionali del territorio, di politiche industriali per tutta la Sardegna, non solo del Sulcis". "Ora però non possiamo limitarci a inseguire le crisi. Non solo la zona industriale di Portovesme, ma l’intera Sardegna ha bisogno - dice Antonello Saba , segretario generale Cisl Sulcis iglesiente - di una politica industriale vera, stabile, che metta insieme tutela del lavoro, riconversione produttiva, innovazione e formazione. Servono scelte coraggiose e una cabina di regia permanente che trasformi le vertenze in un progetto di sviluppo. Gli ammortizzatori devono essere un ponte verso nuova occupazione, non una soluzione definitiva".
Mario Girau

