Lunedì 10 agosto 2026, ore 12:09

Lavoro 

Terziario, sindacati: rinnovare i contratti scaduti 

Il tempo è scaduto. ”Non è più rinviabile il rinnovo dei contratti nazionali del terziario, distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa, tutti scaduti nel 2019, applicati alla più vasta platea di lavoratrici e lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3 milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi”. Lo affermano i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs che, dopo la grande manifestazione intersettoriale unitaria del 21 luglio a Bologna, annunciano l’avvio di una vasta e capillare campagna informativa nei luoghi di lavoro; dichiarandosi pronti ”a più incisive iniziative di protesta finalizzate ad imprimere una svolta ai negoziati e ad ottenere ”serie risposte”, in termini sia normativi sia salariali.
Milioni di addetti ”hanno permesso alle imprese del settore di affrontare la sfida del Covid sobbarcandosi un carico aggiuntivo notevole in termini di rischio” e che ”subiscono sistematicamente il disagio di lavorare nei giorni domenicali e festivi, sovente chiamati a garantire prestazioni sempre più flessibili a discapito della loro vita relazionale”.
”Le tattiche dilatorie, a quasi quattro anni dalla scadenza dei contratti nazionali, non sono più ammesse”, proseguono i sindacati rimarcando tra l'altro la perdita di potere d'acquisto per i lavoratori di fronte al carovita ”fuori controllo”. Da parte di Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Ancc-Legacoop, Confcooperative-Consumo e Utenza e Agci-Agrital - conclude la nota unitaria di Filcams, Fisascat e Uiltucs - ”debbono giungerci risposte adeguate a soddisfare le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori; se così non sarà, toccherà alle lavoratrici ed ai lavoratori mettere in campo una risposta adeguata per riconquistare i loro contratti collettivi nazionali”.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, in particolare, puntano il dito contro le richieste formulate da Confcommercio, finalizzate a ridurre scatti di anzianità, permessi retribuiti e 14° mensilità; e stigmatizzano ”le proposte salariali avanzate da Federdistribuzione, Confesercenti e dalle Associazioni della Cooperazione di consumo, inadeguate a far fronte alla perdita del potere di acquisto dei lavoratori”, mentre ”i redditi di chi lavora ristagnano e le condizioni materiali di vita di milioni di dipendenti a reddito fisso sono in caduta libera a causa della grave irresponsabilità dimostrata dalle associazioni imprenditoriali nel lungo percorso negoziale”.
Giampiero Guadagni

( 26 settembre 2023 )

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